11 Luglio 2010

Banca costretta a risarcire 60mila euro di bond argentini

UN’ ALTR A banca condannata per i ‘ bond Argentina’ : la Cassa di Risparmio di Vignola è stata costretta dal Tribunale a risarcire una risparmiatrice bolognese che, dieci anni fa esatti, nel lontano marzo del 2000, aveva investito 52mila euro in obbligazioni emesse dal paese sudamericano che, tempo due anni, nel 2002, aveva dichiarato default . Con una sentenza datata 8 luglio, fa sapere il Condacons, l’ associazione di consumatori che ha assistito la signora, di circa ottant’ anni e residente in città, nella causa legale, iniziata nel 2005, l’ istituto di credito ha dovuto rimborsare non solo l’ intero capitale investito, ma anche gli interessi connessi all’ investimento e la rivalutazione: in totale circa 60mila euro, cui vanno ad aggiungersi anche le spese legali per il processo. IL COLLEGIO del Tribunale ha stabilito che, nel caso specifico della risparmiatrice, «non è dato affermare che nel 2000 l’ attrice fosse investitore speculativo con alta propensione al rischio. E’ mancata l’ informazione specifica con riferimento alle caratteristiche, alla natura ed alla tipologia degli strumenti finanziari oggetto di negoziazione». Inoltre, i giudici hanno valutato «sul punto carente la prova offerta dalla banca con riferimento al cosiddetto ‘ rischio paese’ , per essere l’ Argentina un paese ad economia emergente. É noto infatti che sin dalle prime emissioni , i bond argentini ritentravano, per le due principali agenzie di rating (Standard & Poor e Moody’ s) tra le ‘ obbligazioni non desiderabili: garanzia del capitale e interessi bassa nel lungo periodo». «SENTENZE come questa – afferma l’ avvocato Bruno Barbieri, vicepresidente del Codacons – sono solo la punta dell’ iceberg nella vicenda dei ‘ bond Argentina’ : dal 2005, quando sono partite le prime azioni legali, tra cui quella della signora, che è una delle più lunghe come tempi, le sentenze sono state solo sette-otto su circa duecento cause promosse. Molte, infatti, si risolvono dopo la prima udienza, con una transazione tra banca e cliente. che di solito oscilla tra il settanta e il cento per cento del capitale investito». «Le azioni legali – ricorda Barbieri – possono essere fatte anche da chi ha comprato i bond prima del 2000 e da chi ha fatto il recente concambio».

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