23 Aprile 2001

BANCA CHIAMA POSTA

Il Comitato esecutivo dell?Abi (Associazione Bancaria Italiana) ha deciso di invitare formalmente le Poste italiane a concludere velocemente le operazioni di standardizzazione ancora in corso e ad entrare nel circuito dei pagamenti interbancari. Lo ha annunciato Maurizio Sella, il presidente dell`associazione rappresentativa di tutti gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia. ?E? un messaggio forte e chiaro ? ha detto ? venite con noi, le braccia sono aperte?.

L?Abi ha invitato le Poste italiane a siglare un nuovo accordo sugli assegni e ad aderire ai circuiti Pagobancomart e Bancomart. ?Le condizioni, in particolare per quanto riguarda assegni, bonifici e Postamat, dovranno essere le stesse cui sono sottoposte le banche di nuove costituzione e le succursali italiane di banche estere?. Quanto agli assegni, l?invito rivolto alle Poste è quello di firmare un nuovo accordo affiché possano venire negoziati tutti, anche quelli ?girati?.

Sella ha quindi ?sfidato? le Poste a completare l`accordo sui bonifici siglato nel marzo del 2000 sottolineando che vi è ancora l`impossibilità per il cliente di una banca di ricevere un bonifico da un cliente delle Poste.

Con il completamento dell?integrazione tra banche e Bancoposta, ha sottolineato Sella, sarà finalmente possibile fornire alla clientela servizi sempre più efficienti.

Se Poste Italiane spa accetterà, ha sottolineato il presidente dell?Abi, ?sarà in condizione di offrire gli stessi servizi che offrono ora le banche, divenendo un soggetto ad esse equiparato. Noi siamo pronti, sono loro che devono fare il più presto possibile?.

Ma la possibile intesa non piace aille associazioni dei consumatori.

Il Codacons, in una nota d?agenzia, ha sollevato forti dubbi sulle condizioni dettate dall?ABI alle Poste Italiane, per poter accedere al sistema bancario, ed ha preannunciato una istanza all?Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato affinché avvii immediatamente un?istruttoria finalizzata ad appurare l?eventuale presenza di intese restrittive della libertà d?impresa. ?Ci auguriamo che le Poste facciano concorrenza alle banche? ha dichiarato l?Avv. Vittorio Marinelli del Codacons, ?e che non si accordino a loro volta con l?intento di ripetere quanto di peggio abbiano prodotto le seconde nei confronti dei consumatori ( per esempio la questione dei mutui)?. Indubbiamente il rischio di intese è molto forte.
Attesa la presenza capillare di sportelli postali dislocati su tutto il territorio nazionale che potrebbe spingere le banche ad accordarsi anziché prepararsi allo scontro. ?Confidiamo nel potere deterrente dell?Antitrust? proseguono al Codacons ?perché la legge 10 ottobre 1990 n. 287 prevede espressi divieti?.

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