14 Gennaio 2016

Banca a rischio, esposto del Codacons

Banca a rischio, esposto del Codacons
a 18 mesi di distanza dalla nomina dei commissari ancora nessuna risposta

COSENZA – Il Codacons ha presentato un esposto in procura e alla Banca d’ Italia per indagare sulla gestione della Banca Popolare delle Province Calabre. La banca è una di quelle, assieme a Banca Brutia, considerata dall’ autorità di controllo di Bankitalia a rischio default. Due anni fa, l’ 8 agosto 2014, il governo ha disposto lo scioglimento degli organiz amministrativi e di controllo della banca che successivamente è stata sottoposta a regime di amministrazione straordinaria. Situazione poi prorogata a metà dell’ anno appena trascorso dopo aver comminato delle multe agli ex amministratori della banca. Di conseguenza, però, il valore delle azioni della banca sono crollati inesorabilmente «con evidenti danni – scrive il Codacons nell’ esposto – per i soci tutti nonché una preoccupazione per i clienti». Per l’ associazione il commissariamento «appare indice evidente di una situazione preoccupante. Se poi consideriamo che dal primo gennaio i salvataggi delle banche saranno finanziati dagli istituti stessi e non più dallo Stato – spiegano dal Coda cons – possiamo ben comprendere le preoccupazioni di azionisti e risparmiatori». Eppure «La procedura di amministrazione controllata – si legge nel documento di commissariamento – opera sotto la supervisione della Banca d’ Italia e ha la finalità di promuovere le soluzioni utili alla crisi della banca, mediante l’ adozione di tutte le misure necessarie a garantire la regolarizzazione dell’ attività aziendale e la piena tutela dei diritti dei clienti e dei creditori sociali. La clientela potrà quindi continuare a rivolgersi agli sportelli della banca, che prosegue regolarmente la propria attività». Il Coda cons, «proprio per tutelare gli uomini che hanno investito i loro risparmi nella banca», attraverso l’ esposto, chiede alla Banca d’ Italia, dopo oltre 18 mesi dalla nomina degli organi per l’ am ministrazione straordina ria, di conoscere se «il commissario abbia adottato un piano di risanamento ed ancora, se la banca, anche prima dell’ 8 agosto 2014, abbia effettuato investimenti su titoli a rischio e se l’ ammini strazione straordinaria abbia avviato azioni per accertare una eventuale “mala gestio” degli organi di amministrazione e di controllo. Il Codacons chiede, infine, di sapere se, la Banca debba essere considerata, formalmente, in “dissesto o a rischio dissesto” e conoscere tutte le iniziative assunte per tutelare i risparmiatori e gli azionisti». Dai dati del Ministero, infatti, si scopre che la cosiddetta “deficenza patrimoniale” rispetto al limite per l’ autorizzazione all’ atti vità bancaria è di circa 5 milioni di euro. Un buco creato in appena 6 anni di attività. E qui entra in gioco la procura. Senza le rassicurazioni che il Codacons attende da Bankitalia si chiede ai magistrati di «individuare tutte le responsabilità di chi ha concorso nel causare le perdite dell’ istituto calabrese».
valerio panettieri
 

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