13 Marzo 2018

Bambini non vaccinati respinti da nidi e materne

 

ROMAAsili nido e scuole materne comunali negate, ieri, a decine di bambini in provincia di Cagliari, a Sulmona e a Milano. I piccoli sono stati respinti perché non in regola con la documentazione sulle vaccinazioni. Non si tratterebbe però di espulsione, chiariscono gli istituti dopo che Codacons ha presentato una diffida alle Asl e un esposto a 104 Procure della Repubblica affinché sia rispettata la privacy dei minori: i bambini potranno riprendere le attività solo quando saranno in grado di esibire il certificato di vaccinazione o la prenotazione dell’ ambulatorio. Entro sabato 10 marzo, i genitori – che all’ inizio dell’ anno scolastico avevano presentato un’ autocertificazione – avrebbero dovuto produrre documenti ufficiali dell’ Asl: o sull’ avvenuta vaccinazione, o su una prenotazione richiesta prima del termine. Secondo le stime, però, sono circa 30mila i bambini da 0 a 6 anni fuori dalla legge. Di questi, più della metà sarebbero figli di genitori “no-vax”. Per tutti gli altri, invece, si tratterebbe solo di ritardi o dimenticanze. Delineare un quadro unico sull’ obbligo vaccinale è però difficile anche perché sul territorio le procedure applicate non sono omogenee: ad esempio, in dieci regioni (Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Liguria, Lazio, Val d’ Aosta, Sicilia) e nelle due province autonome di Bolzano e Trento è prevista una procedura semplificata per via telematica. Qui sono le Asl a comunicare con le scuole senza che il genitore presenti la documentazione. E sebbene Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’ Istituto superiore di sanità spieghi che «le procedure applicative per la verifica delle documentazioni possono variare sì da regione a regione, ma che non c’ è stata una proroga delle scadenze dei termini a livello ministeriale», in realtà in moltissime regioni alcune forme di proroga si sono invece studiate, almeno sul piano sanzionatorio, concedendo ai bambini di entrare in aula fino al 30 aprile. Caso a sé, Bologna: alle famiglie inadempienti è stata inviata una raccomandata con l’ appuntamento per vaccinarsi fissato nel periodo tra 2 maggio e 29 giugno. Solo in seguito alla mancata vaccinazione scatterà la diffida. Sul fronte dell’ immunizzazione i dati sono invece chiari: dopo il varo della legge, l’ esavalente è schizzato a oltre il 95% di copertura, raggiungendo dunque il target Oms che garantisce la cosiddetta “immunità di gregge”. Per il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia si è arrivati al 93%. Dall’ Iss spiegano che «il trend positivo è segno che la legge funziona» e che «l’ obiettivo non era colpevolizzare i genitori, ma alzare le coperture vaccinali per la tutela della salute di tutti». Tant’ è, chiarisce il presidente dell’ Iss, Walter Riccardi, che la vaccinazione di tanti preserva la salute anche dei pochi che vaccinati non sono: «Occorrerà un mese per avere i dati definitivi ma dal punto di vista della sanità pubblica possiamo dire che quando viene raggiunta “l’ immunità di gregge”, anche i bimbi che non sono stati vaccinati, magari perché non potevano, sono protetti». (m. f.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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