Balzo dell’inflazione al 2,6% ai massimi da novembre 2008
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. L’inflazione continua a correre, ad aprile sale al 2,6% annuo dal 2,5% del mese precedente, mettendo a segno il rialzo maggiore dal novembre del 2008 dopo una scalata che prosegue dal dicembre scorso. Anche su base mensile l’Istat conferma le stime provvisorie, registrando il tasso più alto da quasi tre anni (+0,5%). Sull’accelerazione pesano ancora una volta le quotazioni dei prodotti energetici, che ad aprile riguardano sia i listini dei carburanti che le tariffe di luce e gas. Rincari che si riflettono sui trasporti, come traghetti ed aerei, in fibrillazione anche a causa dell’avvicinarsi delle vacanze. A preoccupare di più i consumatori sono, però, i rialzi dei beni che si acquistano tutti i giorni, il cosiddetto carrello della spesa, in crescita del 3,3% (valore più elevato da ottobre 2008).
Lo stesso quadro si ripropone nel Vecchio Continente, dove l’inflazione supera ulteriormente la soglia del 2% presa a riferimento dalla Bce. Il tasso registrato da Eurostat nei paesi dell’area euro è, infatti, salito al 2,8% dal 2,7% di marzo, segnando i massimi da due anni e mezzo. E, sempre secondo i dati di Eurostat, che misura l’indice armonizzato per i Paesi dell’Ue (Ipca), in Italia il tasso raggiunge quota 2,9%. La spinta dei prezzi diventa ancora più decisa se si guarda a tutta l’Unione, con l’inflazione al +3,2% (passando per il 2,2% della Francia, il 2,7% della Germania, il 3,7% della Grecia). E le previsioni, sottolinea il membro del consiglio esecutivo dell’Eurotower, Lorenzo Bini Smaghi, parlano di un’inflazione sopra il 2% «ancora per alcuni mesi».
Analizzando più da vicino i dati dell’Italia, i rialzi alla pompa, con la benzina che sale dell’11% e il gasolio del 18,9%, trascinano in alto i prezzi dei trasporti, a +6,1% (+1,8% su base mensile). In particolare, spicca l’impennata per i traghetti (+65,1% tendenziale). Ma gli incrementi che più pesano sulle tasche degli italiani sono quelli che toccano i prodotti inseriti nelle spese quotidiane, come il caffè (+7,5% annuo).
La risalita dei prezzi preoccupa i consumatori, con Federconsumatori e Adusbef che lamentano un rincaro della spesa proprio mentre cala il potere d’acquisto e il Codacons che prevede una stangata per i vacanzieri (+12% rispetto allo scorso anno). Intanto, le associazioni degli agricoltori rimarcano una diminuzione dei consumi. Inoltre, sempre l’Istat fa sapere che a marzo il commercio con l’estero è tornato positivo, ma il deficit continua ad ampliarsi, raddoppiando su base annua (4 miliardi).
Ad aprile i prezzi degli alimentari sono rimasti invariati su marzo. I prodotti non lavorati sono addirittura diminuiti dello 0,5 per cento sul piano congiunturale, principalmente grazie alle performance di vegetali e frutta fresca, rispettivamente -4,8% e -1%. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Intanto, però – aggiunge la Cia – la conseguenza più immediata della crescita dell’inflazione generale è il calo dei consumi a tavola. Gli italiani modificano il menù quotidiano e rinunciano anche all’essenziale. Secondo i dati Ismea, nel primo trimestre 2011 ci sono state riduzioni significative per frutta e agrumi (-8,7%), prodotti ittici (-7,5%) e lattiero-caseari (- 6,3%).
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