29 Gennaio 2018

Balzi di arance e voli Aumenti a due cifre

Marianna Berti ROMA Il termometro dell’ Istat non misura solo la temperatura del livello generale dei prezzi, ma coglie anche i movimenti sui singoli prodotti, almeno quelli più di utilizzo più comune. E così, scartabellando l’ elenco si scopre come le arance, i pomodori, l’ insalata, ma anche i voli abbiano messo a segno rincari a doppia cifra. Tutto questo sotto il “silenzio” di un’ inflazione che nel 2017, pur sollevandoci dalle secche della deflazione, si è mantenuta moderata. Ma, secondo il Codacons, questi aumenti “sparsi” alla fine diventano una stangata per le famiglie: oltre 200 euro tra ortofrutta e trasporti. Lo scorso anno, – rileva l’ Iindagine dell’ Istat – dietro un indice complessivo che non è andato oltre l’ 1,2%, spuntano balzi per i biglietti aerei sia sulle tratte nazionali (+13,4%) che su quelle europee (+15,5%) o intercontinentali (+17,1%). Apprezzamenti su cui potrebbe avere inciso anche l’ aumento del greggio. Più fattori potrebbero invece avere contribuito alle impennate registrate per le arance, aumentate del 15,4% e degli altri prodotti freschi sensibile rialzo: dai pomodori (+13,8%) all’ insalata (+12,4%). Se è vero che anche in questi casi si veniva da un anno di “sconti” è più difficile addossare tutte le responsabilità alla siccità, visto che i listini non sono schizzati solo durante la stagione estiva. Più care sono poi risultate anche le mele (+5,9%) e le pere (+5,6%). Ci sarebbe quindi da capire quali spinte possano arrivare, e se arrivano, dall’ incrocio delle nuove tendenze del commercio, sulle direttrici dell’ import, e del consumo. Comunque la questione, anche restando in campo alimentare, va oltre la frutta e la verdura. Salgono, infatti, anche il burro (+6,4%) e il pesce affumicato (+3,6%). Più convenienti il riso (-0,3%), la pasta e il couscous (-0,6%). Ecco che i saliscendi del 2017 sono diversi e si trovano sparsi nei tanti capitoli di spesa. Tra gli altri, spicca il calo rilevato per l’ istruzione universitaria, dovuto al taglio delle rette deciso per legge (-12,1%). Inoltre diventano sempre meno pesanti per le tasche i frigoriferi (-1,7%), le lavatrici e le lavastoviglie (-1,9%). L’ Istat monitora anche il costo delle abitudini degli italiani, dall’ aperitivo, che non ha fatto segnare scostamenti, al fast food, rincarato di mezzo punto.

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