20 Gennaio 2013

Balugani: «Oneri urbani? I cittadini devono pagare»

Balugani: «Oneri urbani? I cittadini devono pagare»

        

di Marco Garbin wZOCCA Sembra non finire la serie di problemi portati in seno al comune di Zocca dall’ ammanco di quasi un milione e mezzo di euro provocato dall’ ex tecnico del comune Sergio Leonelli. Il Comune richiederà ai cittadini il pagamento degli oneri urbanistici, quelli che nel corso di dieci anni, tra il 1998 e il 2008, erano stati intascati direttamente da Leonelli senza che il Comune ne sapesse nulla. Un gruppo di quarantotto cittadini, assistito dal Codacons (come riportato dalla Gazzetta alcuni giorni fa), ha fatto causa al Comune perché non intende versare gli oneri una seconda volta. Il sindaco Pietro Balugani, però, non ci sta: «Quei soldi non sono mai effettivamente entrati nelle casse dell’ amministrazione, e il nostro Comune ha, in ogni modo, subito un grave ammanco. E questo è dovuto anche al fatto che i pagamenti avvenivano in maniera irregolare, poiché non venivano versati all’ esattoria ma direttamente nelle mani di Leonelli in contanti o tramite assegno, con o senza ricevuta intestata al comune. Aabbiamo il dovere di richiedere gli oneri». Verrebbe intuitivo pensare che toccherebbe all’ ex tecnico restituire i soldi che sono spariti dalle casse comunali, ma Leonelli ha patteggiato cinque anni senza però essere effettivamente stato mai in carcere e risiede tuttora a Zocca. Il sindaco rispedisce al mittente le accuse ricevute in queste settimane sul possibile recupero dei soldi persi nell’ affare Leonelli tramite la presunta svendita della piscina del paese: «Quello di Zocca – dice Balugani – è uno dei comuni più virtuosi dell’ Emilia Romagna dal punto di vista economico: il nostro debito pro capite è di soli 229 euro, a fronte di una media regionale superiore agli 800. Con la chiusura del bilancio di fine 2012, il Comune ha già estinto i mutui che aveva acceso in precedenza per coprire il buco causato dalle irregolarità dell’ ex tecnico. Non si tratta di svendere gioielli di famiglia, i soldi che ricaveremo dalla vendita della piscina serviranno a ristrutturare le scuole elementari secondo le ultime norme antisismiche. La stima che ci è stata fatta si aggira attorno alla cifra che potremmo ricavare». E anche la cifra da cui partirà la vendita all’ asta a rialzo della piscina (ovvero 565.000 euro, secondo la valutazione dell’ Agenzia delle Entrate) fa discutere: il capogruppo di minoranza Giuseppe Bicocchi la ritiene troppo bassa, basandosi invece sul precedente preventivo di 750.000 redatto dal Comune stesso. «Le accuse sono contraddittorie – conclude Balugani – Bicocchi si basa su un dato elaborato dagli stessi tecnici del Comune che lui spesso accusa in seduta consiliare. Inoltre, aveva accusato la maggioranza già nel 2007 di aver regalato la piscina al precedente gestore: quando egli poi ha abbandonato il contratto per l’ aumento delle imposte, ha sostenuto che queste fossero esagerate».

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