17 Dicembre 2009

Balsamico, ricorso alla Ue contro le frodi

Il Codacons segnala etichette che violano le norme Igp e chiede provvedimenti

 
 Il Codacons ricorre alla Comunità Europea in tema di aceto balsamico di Modena, chiedendo «la difesa di questo riconoscimento e provvedimenti a difesa dei consumatori». Alcune aziende fra quelle che hanno fatto istanza per ottenere riconoscimento dell’Igp in ambito europeo, denuncia l’associazione dei consumatori, continuano a produrre e distribuire illecitamente ampolle di aceto che, accanto al marchio Igp, recano menzioni non previste dal disciplinare di produzione. Esistono in commercio confezioni di prodotto definito dal produttore "invecchiato", mentre il disciplinare prevede per legge che l’invecchiamento debba essere superiore ai 36 mesi.  Ma nel caso censurato dal Codacons, l’aceto balsamico Igp invecchiato viene certificato dall’ente di controllo con una presunta sigla DTP033 rilasciata al produttore. Questa sigla non esiste a livello europeo.  Il Codacons chiede che «venga rispettato il disciplinare Igp onde evitare una frode».  Conclude il Codacons: «L’esistenza sulle etichette di foglie, clessidre, classificazioni di qualità e bollini viola le norme Igp ed è diretta solo ad attirare illecitamente il consumatore».

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