4 Ottobre 2013

Baldassarri truffato per 64 mila euro mentre era in carcere

Baldassarri truffato per 64 mila euro mentre era in carcere

di TOMMASO STRAMBI IL DANNO e la beffa. Forse neanche la fantasia di Joël Dicker, autore de La verità sul caso Harry Quebert , sarebbe arrivata a partorirla per una delle sue pagine sempre piene di colpi di scena. Invece è tutto reale. Vittima il Gordon Gekko di Rocca Salimbeni, ovvero Gianluca Baldassarri, l’ ex capo dell’ area finanza di Rocca Salimbeni accusato di aver ostacolato Bankitalia nelle sue funzioni di vigilanza (reato per cui insieme agli ex vertici Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, proprio in questi giorni, è in aula per il processo immediato), ma anche di essere il capo della cosidetta «banda del 5 per cento» che avrebbe lucrato sulle operazioni portate a termine per conto di Mps. Mentre, infatti, Baldassarri si trovava in carcere a Santo Spirito (era stato arrestato lo scorso 14 febbraio) qualcuno ha clonato la sua carta di credito e effettuato spese per ben 64 mila euro, proprio dal conto aperto con il Monte. Prelievi da migliaia di euro quando lui, il titolare della carta, era appunto in cella. Impossibilitato ad avere contatti con il mondo, figuriamoci a fare spese. Eppure è quello che sarebbe successo e per il quale i suoi difensori, gli avvocati Stefano Cipriani e Filippo Dinacci, hanno presentato denuncia. Possibile che nessuno si sia accorto di niente? Di Baldassarri, dal gennaio scorso, si è parlato a lungo e più volte sui giornali e alla televisione ed era noto che fosse in carcere. Ma, evidentemente, non a tutti. Sicuramente non a quanti, all’ interno di banca Mps, potevano ?vedere’ quelle ?strane’ movimentazioni. Un contrappasso dantesco per il Gordon Gekko di viale Mazzini che, ieri, ha presenziato alla seconda udienza del processo immediato in corso davanti al collegio del Tribunale. L’ unico dei tre imputati presenti in aula. Ancora una volta, infatti, sia Mussari che Vigni hanno preferito non presentarsi. E domani Baldassarri sarà invece dal gip Ugo Bellini a cui i difensori hanno chiesto il dissequestro delle somme bloccate il 14 febbraio e il 6 marso: circa 24 milioni. Il 17 ottobre invece toccherà alla Cassazione pronunciarsi sul ricorso relativo all’ annullamento della prima misura cautelare nei confronti di Baldassarri. UN’ UDIENZA, quella di ieri, incentrata sull’ ammissione delle parti civili e su alcune questioni preliminari, in particolar modo quella sulla responsibilità civile di Banca Mps avanzata dai difensori dello stesso Baldassarri, Stefano Cipriani e Daniela Petrone dello studio Dinacci. Richiesta che il Tribunale ha respinto. Dopo circa tre ore di camera di consiglio, il collegio ha deciso di ammettere solo Banca d’ Italia, mentre ha respinto la richiesta avanzata da banca Mps di costituirsi parte civile nei confronti del solo Baldassarri. I giudici hanno respinto anche le richieste di Adusbef, Codacons, Confconsumatori e Codici e quelle di un gruppo di risparmiatori, di alcuni soci e piccoli azionisti. Ammessa solo Bankitalia, dunque, perché «legittimata in quanto preposta all’ Autorità di vigilanza» e quindi danneggiata dal comportamento degli imputati. Tutti e tre, infatti, devono rispondere di ostacolo all’ autorità di vigilanza per aver occultato il mandate agreement che rivelava la vera natura del contratto di ristrutturazione del derivato Alexandria definito, nel luglio del 2009, tra l’ istituto senese e la banca d’ affari giapponese Nomura. Contratto che, il 12 ottobre 2012, è stato rinvenuto dal nuovo management nella cassaforte che Vigni aveva a Rocca Salimbeni. Il Tribunale ha accettato, infine, la richiesta avanzata da Radio Radicale di poter registrare e trasmettere le udienze. Si torna in aula il 10 ottobre alle 9,30.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this