22 Febbraio 2013

Baldassarri «In Mps conoscevano le operazioni»

Baldassarri «In Mps conoscevano le operazioni»

 

Gian Luca Baldassarri MILANO L’ operazione «Alexandria» non era un mistero all’ interno di Monte dei Paschi di Siena. Erano in molti a conoscere i suoi dettagli, in particolare tutte le aree e le divisioni che dovevano essere coinvolte nella ristrutturazione del titolo, pare decisa dall’ allora direttore generale Antonio Vigni. Dettagli che sarebbero stati illustrati anche all’ attuale direttore generale Fabrizio Viola un anno fa. È questo, in sintesi, quel che ha ribadito oggi ai pubblici ministeri di Siena Gianluca Baldassarri, l’ ex capo dell’ Area finanza di Mps in carcere a San Vittore da una settimana. Baldassarri, definito dal giudice che ha disposto il suo arresto il «regista» dell’ operazione, per oltre tre ore ha risposto alle domande degli inquirenti senesi. Come ha spiegato il suo difensore, l’ avvocato Filippo Dinacci, «ha dato la sua versione sia sul piano tecnico sia sulla ricostruzione dei fatti storici». Accusato di associazione per delinquere, truffa e ostacolo all’ attività di vigilanza, assieme all’ ex presidente della banca Giuseppe Mussari e all’ ex dg Vigni, l’ allora dirigente «ha ribadito e si è soffermato su quanto detto» sabato scorso, durante l’ interrogatorio di convalida del fermo, ha spiegato il legale. Ha ripercorso ancora la sua storia della ristrutturazione di «Alexandria», il titolo finito al centro delle accuse, ed è tornato a ribadire che il «mandate agreement» nascosto per tre anni nella cassaforte dell’ ex dg e ritrovato dagli attuali vertici, non era un documento con «valore negoziale» come invece «i contratti di acquisti e compravendita, che erano stati regolarmente depositati». Non così per il contratto generale alla base dell’ operazione che, come tutte, sarebbe stata costruita dall’ Area finanza e dalle altre Aree per poi essere «validata ? ha spiegato Dinacci ? dagli organi deliberativi». Insomma, dato che la banca «è strutturata in un certo modo», difficilmente, ha lasciato ben intendere la difesa, chi guidava allora l’ istituto di Rocca Salimbeni poteva essere all’ oscuro di quel che stava accadendo. Intanto, via libera del Tar del Lazio alla sottoscrizione dei Monti bond. Il Tribunale amministrativo, secondo quanto appreso ieri sera l’ Ansa, avrebbe respinto il ricorso del Codacons che chiedeva di annullare la delibera della Banca d’ Italia al prestito da 3,9 miliardi di euro. La decisione definitiva di Bankitalia è attesa nella giornata di oggi. nascosto

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