11 Dicembre 2002

Baldassarre potrebbe ora lasciare con onore, rispunta Rossella

ROMA – Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini sono stati ieri a colazione al Quirinale. Prima notizia: clima sereno e positivo. Il presidente della Repubblica e quelli dei due rami del Parlamento hanno condiviso l?auspicio che il dialogo politico-istituzionale in Parlamento tra maggioranza e opposizione si allarghi per garantire un tranquillo percorso alle riforme e un confronto nel merito. Nei giorni scorsi Pera e Casini avevano già sottolineato che «non si fanno le riforme a colpi di maggioranza». Ma si è parlato o no di Rai al Quirinale? Una sola cosa è certa: Casini resta sulla linea favorevole al ricambio, Pera si riconosce alla lettera nella sentenza della Corte (legittimità del Cda ma «inopportunità» di proseguire a due) e ora attende di capire come si muoverà la politica («mi appello ai partiti e alla vigilanza», disse in un?intervista pochi giorni fa). Casini vedrebbe nel parere espresso ieri dalla Corte dei Conti l?ultima possibilità per Baldassarre di lasciare la Rai con l?onore delle armi e senza «mani alzate», come chiese D?Alema.
Nessun ostacolo per un ricambio, dunque? Bisognerà vedere come si comporterà Baldassarre che, con il direttore generale Agostino Saccà, ostenta massima serenità e nessun desiderio di abbandonare il settimo piano di viale Mazzini. Chi ha incontrato ieri il presidente descrive un uomo radioso: un Cda dichiarato «legittimo» dalla Corte dei Conti, proprio come diceva lui. Per di più è previsto quasi un «obbligo di presenza» al dimissionario Marco Staderini. In quanto al «vulnus alla funzionalità» l?ex presidente della Corte costituzionale non lo vede come un attacco al Cda bi-posto che lui occupa con Ettore Adalberto Albertoni ma anzi lo rispedisce subito al mittente perché auspica che sia «al più presto sanata». Ovvero con il reintegro, secondo lui, dei tre consiglieri che se ne sono andati. E i due destinatari della richiesta si chiamano Pera e Casini.
Anche perché sembra difficile, secondo qualcuno, vedere un Berlusconi che dice sì al ricambio a viale Mazzini poche ore dopo la sentenza favorevole al reintegro di Michele Santoro. Il Cavaliere che dà indirettamente ragione al conduttore di «Sciuscià»? Suvvia… Però si registra, in alcuni ambienti della maggioranza, un certo logorio nelle postazioni di difesa a favore di Baldassarre come dimostra ampiamente la frase di Claudio Scajola, coordinatore per le campagne elettorali di Forza Italia: «Quello della Rai è un pasticcio: credo che un Cda a due non potrà durare a lungo. Ritengo che dovrà tornare a cinque, sul come lo decida chi ci sta lavorando in questi giorni». Non un via libera all?azzeramento ma nemmeno un sì a Baldassarre perché continui così, «a due». E poi se si dovessero reintegrare i tre consiglieri (nuova maggioranza) bisognerebbe o no precedere all?elezione di un nuovo presidente?
In quanto alle mosse della politica oggi si riunisce la Vigilanza. C?è la novità dell?Udc annunciata da Pippo Gianni, segretario della Commissione. Il quale annuncia: «I due rimasti devono dimettersi. Presenterò un documento in cui si richiede il rinnovo dell?intero Consiglio». Non una mozione di sfiducia, che richiederebbe i due terzi della commissione: operazione difficile perché nessuno, tra Forza Italia-An-Lega, aderirebbe. Ma sarebbe sempre un «atto politico».
In pura teoria Ulivo e Udc potrebbero raggiungere 21 voti su 40 membri: maggioranza risicata ma sempre maggioranza. Oppure l?Udc potrebbe astenersi sulla mozione Ulivo-Petruccioli. Il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio canta vittoria: «Si voterà per l?azzeramento dei vertici Rai e l?Udc voterà a favore». Oggi si vedrà. Così come oggi si saprà la sentenza del Tar del Lazio chiamato a pronunciarsi da Codacons, Federconsumatori e Adusbef sulla regolarità dei Cda Rai «a due» altro ostacolo giuridico sulla via di Baldassarre-Albertoni-Saccà.
Inevitabilmente si scivola sulle ipotesi per il «dopo». Per esempio azzeramento verso il 20 dicembre, ricambio intorno al Capodanno per far coincidere l?operazione col nuovo anno. I nomi? Piero Gnudi, presidente dell?Enel e di Rai Holding, fa sapere di non essere interessato «a nessun nuovo altro impegno». Fuori uno? Torna così alla ribalta il nome di Carlo Rossella, già candidatissimo al vertice di viale Mazzini con Antonio Baldassarre.
Agostino Saccà manterrebbe intatto il suo «feeling» con Berlusconi e Fini. Bossi non fa che ripetere che bisogna solo reintegrare. In area centrista della maggioranza c?è chi torna a tirare in ballo due nomi: Giancarlo Leone, cattolico aziendalista, amministratore delegato di Rai Cinema. E Mauro Masi, vicesegretario generale di Palazzo Chigi.
Nel frattempo a viale Mazzini tutto prosegue come se la tempesta fosse lontana. Ieri si è riunito un Consiglio che ha «preso atto» dei palinsesti per il 2003 delle tre reti tv. Oggi è prevista un?altra riunione che forse coinciderà, guarda caso, con l?orario della Vigilanza e del Tar. Un bell?ingorgo, come spesso nelle vicende Rai.

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