1 Dicembre 2012

Bagnasco: rischio chiusura per le scuole cattoliche

Bagnasco: rischio chiusura per le scuole cattoliche

 

 

ROMA. «Sarebbe molto grave se le scuole cattoliche dovessero chiudere, sia per i genitori, sia per l’ intero sistema scolastico». Il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, apre con il governo la questione Imu. Il regolamento sul pagamento dell’ imposta da parte degli enti no profit, scritto (e riscritto dopo le osservazioni del Consiglio di Stato) per evitare sanzioni da parte dell’ Unione europea, è visto dalle gerarchie cattoliche come un “attentato” agli equilibri economici di molti istituti scolastici parificati. Equilibri resi precari, secondo l’ arcivescovo di Genova, anche «per la mancanza di contributi» alle famiglie per pagare la retta, ovvero di «quello che lo Stato sarebbe giusto riconoscesse non tanto agli istituti scolastici, quanto alle famiglie, che hanno diritto a scegliere per i propri figli l’ istruzione che ritengono più idonea». Il regolamento contestato dice che le scuole paritarie non pagheranno l’ Imu solo se l’ attività è svolta a titolo gratuito o se il “corrispettivo” richiesto è simbolico o comunque tale da coprire solo parte del servizio che viene reso. Il principio generale, comunque, è che le sedi sono soggette al pagamento dell’ Imu. La questione è complessa e rischia di aprire un solco tra la Conferenza episcopale e il premier Monti, con cui fino a oggi i rapporti sono stati ottimi. Ma il tema è in grado di sollevare dissidi anche all’ interno del governo, dove l’ ala cattolica è ben rappresentata. Tanto è vero che il ministro dell’ Istruzione Francesco Profumo si era impegnato a sollevare il problema davanti al premier Mario Monti, in occasione del Consiglio dei ministri di oggi. Anche perché, come fa notare Luisa Santolini dell’ Udc, «l’ Imu è un problema molto grosso e che le scuole paritarie fanno risparmiare ogni anno allo Stato sei miliardi di euro». Non è certo un caso che la presa di posizione di Bagnasco arrivi nello stesso giorno in cui è partito il primo ricorso al Tar contro il regolamento Imu. A promuovere quella che ha le caratteristiche di unavera e propria class action, è stata l’ Associazione consumatori del terzo millennio, con il sostegno del presidente del Codacons Carlo Rienzi. Secondo i firmatari, il regolamento sull’ Imu è «illegittimo, fonte digravissima disparità ditrattamento ed erronea applicazione dei principi fondamentali in materia di parità scolastica». E deve essere annullato perché – si sostienequeste scuole, per quanto abbiano provenienza privata, si caratterizzano per la natura totalmente “paritaria” con quelle pubbliche e “non commerciale”. Ma non è detto che il Tar possa decidere. Il governo, in vista di possibili ricorsi, si è infatti cautelato, facendo inserire nel decreto sui costi della politica, in discussione al Senato, un emendamento “su misura”, che trasforma il regolamento sull’ Imu in legge. Ciò significa che non si potrà ricorrere al Tar.

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