19 Novembre 2018

Bagarinaggio online, chieste condanne fino ad oltre un anno di carcere

 

Biglietti per concerti subito sold out che poi tornavano disponibili su canali secondari di vendita a prezzi maggiorati anche fino a 20 volte: è il fenomeno del ‘secondary ticketing’ che – approdato al Tribunale di Milano – vede il dibattimento giungere alle richieste di condanna. La storia, assurda, è quella di centinaia di biglietti venduti direttamente dagli organizzatori di eventi (dal concerto, alla partita, allo spettacolo teatrale) a società di bagarinaggio online, che facevano poi lievitare i prezzi , con ricchi guadagni per tutti i “complici” e soprattutto per gli stessi organizzatori. E a danno di chi quei biglietti doveva poi comprarli, per assistere all’ evento. Il pm Adriano Scudieri ha proposto al giudice per l’ udienza preliminare Maria Vicidomini una pena (al netto dello sconto di un terzo per via del rito abbreviato) di 1 anno e 4 mesi di reclusione e 600 euro di multa per Roberto De Luca e Antonella Lodi di Live Nation Italia e Live Nation 2, società imputate come persone giuridiche e che si sono viste chiedere pure loro la condanna al pagamento di 80 quote la prima e di 4 quote la seconda. Chiesti inoltre 1 anno e 400 euro di multa per Corrado Rizzotto, ex amministratore del sito per la vendita on line di biglietti Vivo. Il pm Scudieri ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per i 4 imputati che hanno scelto invece il rito ordinario. La Siae, parte civile insieme al Codacons, ha chiesto circa 200 mila euro di risarcimento. L’ udienza è stata aggiornata al prossimo 5 dicembre. L’ inchiesta era partita da una denuncia de Le Iene : Matteo Viviani e Nicolò De Devitiis avevano svelato presunti accordi illegali tra alcuni organizzatori di concerti e spettacoli e i siti di “secondary ticketing”. Guarda il servizio di Matteo Viviani e Nicolò De Devitiis Intanto il Movimento 5 stelle ha inserito in un emendamento alla manovra 2019 l’ obbligo per le società di booking di emettere biglietti nominali per i concerti, stabilendo che le spese per i controlli ricadano sugli organizzatori e imponendo alle piattaforme di ticketing l’ obbligo di offrire agli utenti il servizio re-ticketing. Se questo emendamento passerà chi acquista un biglietto online dovrà avere la possibilità di rivendere il ticket degli eventi cui non può partecipare, in maniera trasparante e legale, inibendo al tempo stesso l’ accesso con un biglietto che riporta un diverso nominativo.

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