26 Aprile 2005

Baccini bestemmia: fuori da «Music Farm»

Reality show: la scurrilità prende… format

Baccini bestemmia: fuori da «Music Farm» – «Aboliamoli» s?invoca, ma al casting del «GF» è folla

Il reality show, format tv vincente ma fin dal debutto (il primo «Grande Fratello» prese il via il 14 settembre 2000 su Canale 5) al centro di polemiche,si conferma a doppio taglio, fra indubbia resa produttiva e di ascolti, e limiti di qualità con ripetuti «incidenti» di scurrilità e discutibilità morale. L?ultimo caso, nella notte fra domenica e lunedi, è la bestemmia di Francesco Baccini in «Music Farm» su Raidue, che ha comportato la squalifica del cantante come da regolamento. La trasmissione – che vede in gara anche il bresciano Fausto Leali – proseguirà senza di lui e la puntata di venerdì, che prevede la sfida canora a tre, si farà solo fra Dolcenera e Mariella Nava. Nella storia della tv non è, purtroppo, la prima bestemmia andata in onda. Il primo caso risale al 22 gennaio 1984, quando l?attore Leopoldo Mastelloni intervistato nel rotocalco «Blitz» su Raidue, pronunciò la prima bestemmia in video. Da quando però si è venuto affermando il genere del reality show gli episodi si sono ripetuti. È accaduto con Roberto «baffo» Da Crema ne «La fattoria» su Italia 1 (aprile 2004); si è ripetuto col concorrente Guido Genovesi nella scorsa edizione del «GF». È accaduto persino nell?ambito di «Campioni», imperniato sull?attività del Cervia Calcio guidato da Ciccio Graziani. Pare insomma che non ci possa essere reality senza scurrilità (come dimenticare le risse de «L?isola dei famosi» e le trivialità de «Il ristorante»?) e che le bestemmie stiano diventando un?abitudine. Non è un caso perciò se c?è chi, come il senatore Michele Bonatesta (An) della Commissione di vigilanza sulla Rai, ne invoca la messa al bando: « L?ennesima offesa ai sentimenti più profondi dei telespettatori, quelli religiosi, fa capire che sono proprio i reality show in quanto tali che non vanno. Mettiamoli al bando». Anche il Codacons e l?Aiart condannano: «Troppi i casi di bestemmie e volgarità in diretta – dice il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – determinati anche da autori che creano situazioni al limite e cercano a tutti i costi la rissa o la finta storia d?amore, al solo scopo di tenere alta l?audience». «La bestemmia di Baccini è solo la punta dell?iceberg» commenta Luca Borgomeo, presidente dell?Aiart -: il vero problema è l?intero genere dei reality show, programmi dove tutto sembra lecito, dove vanno in scena situazioni del tutto inverosimili, e dove ogni scala dei valori viene capovolta». Appelli che però cozzano contro la resa (grandi ascolti e inserzioni pubblicitarie che proporzionalmente ai primi si muovono) del reality, che l?ha reso appetibile anche sulle reti pubbliche, che più di altre dovrebbero stare attente a certi parametri. E il futuro immediato promette rilanci: una regina del «genere» – sia pure quasi indenne (un caso nel 1999 di un concorrente di «Coppie») da incidenti – qual è Maria De Filippi, sta valutando la possibilità di una versione italiana dell?americano «Temptation Island», l?isola della tentazione, in cui quattro coppie non sposate mettono alla prova il loro legame con un gruppo di single «tentatori/trici». E sono affollatissime in questi giorni le pre-selezioni per il «Grande Fratello 6» di cui Canale 5 ha recentemente annunciato l?anticipo all?autunno.

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