1 Giugno 2005

Bacchettato anche il governo Berlusconi

Bacchettato anche il governo Berlusconi


I Ds applaudono, Montezemolo non commenta, Alemanno condivide




ROMA. «No comment». Si trincera il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo alla fine della relazione del governatore della Banca d?Italia Antonio Fazio su un quadro di immobilità economica e di ricchezza a tasso zero. I politici interpretano la relazione come un j?accuse nei confronti di questo governo. «Analisi impietosa quanto realistica sul fallimento della politica economica di questi quattro anni» dice un comunicato ds, oppure come un?indicazione a cambiare qualcosa velocemente («In particolare condivido il richiamo all?Irap e al costo del lavoro come intervento non più eludibile» dice il ministro dell?agricoltura Gianni Alemanno aggiungendo che «bisogna dare più fiducia alle imprese»), industriali e banchieri colgono nelle parole di Fazio alcuni aspetti particolari. Un intervento «importante», commenta il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma Emanuele Emmanuele soprattutto per l?accento alla competizione internazionale che va affrontata a livello di sistema Paese. «L?ormai acclarata competizione globale» commenta «ci obbliga ad una risposta impegnativa. Abbiamo l?esigenza di rispondere alle sfide anche con uno scatto d?orgoglio e del senso di appartenenza». Le associazioni dei consumatori concordano nel criticare il fatto che la relazione «non offre soluzioni per uscire dalla crisi di sfiducia» che ha il paese e «tace sostanzialmente a proposito della riforma del risparmio». Il Codacons poi giudica «non neutrale» la posizione tenuta sulla proprietà delle banche e «si augura l?avvento di istituti stranieri». Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha fatto il paragone con crisi più gravi di quella attuale: «Ci sono state crisi più difficili, nel dopoguerra si stava molto peggio. Ma c?era una determinazione, una volontà che oggi manca». Secondo Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, dopo il nuovo allarme lanciato anche da Fazio «urge una manovra correttiva dei conti pubblici». Ricorda che finora la risposta del governo è stata quella «della politica dello struzzo, bisogna invece reagire senza perdere altro tempo». Sullo stesso tono il commento del leader della Cisl Savino Pezzotta, il quale si è detto disposto a qualsiasi patto, ma solo dopo le elezioni e le misure d?emergenza. «Ora servono misure d?emergenza per contrastare subito la crisi economica».

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