3 Gennaio 2003

Babele di cifre La credibilità è inflazionata

Questa storia dell`inflazione rischia di passare dall`economia alla commedia all`italiana. L`Istat la stima intorno al 2,7 per cento. Ma l`indice dell`unico organo ufficiale deputato a misurare l`aumento della media dei prezzi di prodotti e servizi in Italia si ritrova l`indice puntato contro dalle associazioni dei consumatori, che mettono in discussione il tormentato paniere dei prodotti esaminati. Secondo un gruppo di sigle (Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) gli aumenti sono stati del 15, 20 per cento. I paladini dei diritti dei consumatori propongono ai commercianti di abbassare di un dieci per cento i prezzi. Un altro gruppo di sigle (Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc) stima una «stangata» ai danni del cittadino di 1.800 euro.
Il governo difende il paniere Istat. Che dal canto suo ha annunciato di aver cambiato molte voci: arrivano lettore Dvd, caldaia a gas, pulizia dei denti, agriturismo. In tutto siamo a 568 voci, comprese le famigerate tariffe Rc auto. Altre voci sono dal panier fuggite, come la cerniera lampo e l`otturazione dal dentista, il passaverdura, le calze elastiche, la permanente e la chitarra (ma che ci faceva una chitarra nel paniere?). La Bce, vestale dell`euro, dice che la moneta non ne ha colpa. Prodi conferma e accusa molti eurofurbi tra ristoratori, bar e alimentari, che hanno ritoccato al rialzo senza necessità. E soprattutto i governi, che non li hanno controllati. Il malato ha la febbre. Ma quanta febbre? Non si sa, ieri l`Eurispes ha calcolato che gli alimentari sono aumentati del 29 per cento, contro la media Istat di queste voci che si aggira sul 3,8 per cento. La Confesercenti ha definito «inattendibili, per non dire fantasiosi» i dati

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