Azionisti in rivolta: danni per 283 milioni a Mps. Coop ne chiede 140
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
siena – “prospetti informativi falsi” per gli aumenti di capitale. accuse a consob
L’ ultima causa l’ hanno intentata i legali della coop Centro Italia e della controllata Coofin srl, che si sono presentati il 26 luglio scorso al tribunale di Firenze per chiedere a Mps e Consob 137,1 milioni di danni “assumendo essenzialmente la falsità dei prospetti informativi” degli aumenti di capitale fatti nel 2008, 2011 e 2014. A riferirlo è la stessa banca senese nella sua relazione semestrale, che riporta l’ elenco di una raffica di vertenze intentate da azionisti, ex azionisti e investitori dell’ istituto, piccoli e grandi, decisi a rivalersi delle perdite subite. La mossa dei vertici della cooperativa rossa umbra per recuperare le perdite, dopo aver difeso fino all’ ultimo la partecipazione nel Monte dei Paschi definita fino a un paio di anni fa “strategica”, è solo l’ avvisaglia di una valanga di denunce penali e di richieste di risarcimento che potrebbe travolgere anche i vertici della Consob, oltre che di Mps, affossando ulteriormente il bilancio già fallimentare di Rocca Salimbeni. Nella semestrale Mps emergono altre richieste danni all’ istituto per 97 milioni da 125 soci e per 49 milioni in 12 diverse cause. Ma “le azioni promosse dagli investitori potrebbero aumentare anche significativamente, dal punto di vista del numero e delle richieste risarcitorie”, soprattutto “a seguito delle risultanze del procedimento penale” intentato davanti al tribunale di Milano dove ad oggi, scrive Mps, si sarebbero costituiti parte civile 353 soggetti. In realtà, precisano al Fatto gli avvocati del Codacons che assistono i piccoli risparmiatori nel procedimento penale contro gli ex vertici della banca, la stessa banca Monte dei Paschi di Siena e la banca Nomura, finora il numero dei ricorrenti è salito a 720 e continua ad aumentare. Tutti decisi a farsi riconoscere dai giudici i danni morali e il risarcimento con gli interessi degli investimenti perduti, che secondo le prime stime potrebbero sfiorare solo per loro i 36 milioni di euro. Il prossimo 15 settembre il Gup milanese deciderà se rinviare a giudizio gli indagati. Gli azionisti di Mps sono 73mila. Se dovesse essere accolta la richiesta dei pm i ricorrenti, prevedono al Codacons, potrebbero diventare migliaia. Un’ altra vertenza che coinvolge 125 azionisti per danni di 97 milioni è stata già avviata nel luglio del 2015 dal socio Arnaldo Marangoni a Milano. Secondo Marangoni, la capogruppo “nell’ arco temporale 2008-2013 – si legge nella semestrale Mps – avrebbe illecitamente fornito una falsa rappresentazione della propria situazione patrimoniale, economica, finanziaria reddituale e gestionale”. A questa causa a marzo si sono uniti altri 124 investitori che affermano di aver acquistato azioni della banca durante gli aumenti di capitale del 2007 e 2011. A bussare alle esauste casse del Monte dei Paschi e ad allungare nuove ombre sulla gestione del management della banca, si è aggiunta anche Riscossione Sicilia, la società controllata dalla Regione che si occupa della riscossione dei tributi. La finanziaria regionale siciliana ha citato Mps chiedendone la condanna al pagamento di 106,8 milioni di euro per le passività che sarebbero derivate dalla cessione a Riscossione Sicilia della partecipazione già detenuta dalla banca in Monte Paschi Serit spa.
luciano cerasa
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