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21 Ottobre 2014

AZIONE MEDICI SOSTITUTI RESPONSABILI U.O. COMPLESSA

    AZIONE MEDICI SOSTITUTI RESPONSABILI U.O. COMPLESSA

    I
    SOSTITUTI RESPONSABILI DELLE UNITA’ OPERATIVE COMPLESSE
    SUBISCONO
    LA REITERAZIONE ILLEGITTIMA DELL’INCARICO IN BARBA ALLA NORMATIVA
    NAZIONALE, COMUNITARIA E AI PRINCIPI COSTITUZIONALI

    CHIUNQUE
    SI TROVI IN QUESTA SITUAZIONE HA DIRITTO ALLE DIFFERENZE RETRIBUTIVE
    E PREVIDENZIALI MATURATE

    L’azione
    che si propone è volta a tutelare la posizione dei MEDICI ai
    quali vengano conferiti incarichi di Sostituto Responsabile Di
    Unità Operativa Complessa
    per periodi superiori a
    quelli consentiti dalla legge, in palese elusione dei principi del
    pubblico concorso e del buon andamento della P.A. (nonché in
    spregio del principio di non discriminazione e di uguaglianza nel
    trattamento retributivo!).

    Costoro
    FINISCONO PER RICOPRIRE INCARICHI E SVOLGERE MANSIONI SUPERIORI
    rispetto a quelle per le quali sono stati assunti, quali
    dirigenti medici, pur senza avere la titolarità formale
    dell’incarico di direzione e, soprattutto, SENZA RICEVERE IL
    CORRISPONDENTE, SUPERIORE, TRATTAMENTO RETRIBUTIVO.

    Si
    prospetta:

    • violazione
      del principio di non discriminazione;

    • violazione
      del principio del pubblico concorso;

    • violazione
      del principio di buon andamento della pubblica amministrazione.

    Ma
    soprattutto VIOLAZIONE DEI DIRITTI DEL MEDICO cui spetta un
    trattamento economico retributivo adeguato all’attività
    effettivamente svolta! Ovvero le differenze retributive e
    previdenziali maturate.

    Il
    D.lgs. 502/1992 e l’art. 18 del CCNL di settore, nel caso in cui
    l’incarico di responsabile di unità operativa complessa dovesse
    essere vacante a causa della cessazione del rapporto di lavoro del
    dirigente a tale ruolo preposto, prevedono criteri e modalità
    volti ad assicurare la copertura dell’incarico di Responsabile di
    Unità Operativa Complessa per il tempo strettamente necessario
    (pari a sei mesi, prorogabili fino a dodici) all’espletamento delle
    procedure di cui ai DPR. 483 e 484/1997, ovvero dell’art. 17 bis del
    d.lgs. n. 502/1992.

    Il
    sostituto, secondo quanto prescritto a livello di contrattazione
    collettiva, ha diritto al riconoscimento di un’indennità a
    decorrere dal terzo mese di svolgimento dell’incarico. L’entità
    di tale indennità è determinata sulla base di quanto disposto nel
    contratto collettivo di riferimento (art. 18, comma 7). Tuttavia,
    risulta come nella realtà vengano illegittimamente reiterati gli
    incarichi di sostituzione oltre un anno,
    senza che venga indetto
    un concorso per l’assunzione del personale responsabile e senza
    l’adeguamento del trattamento retributivo corrispondente alle
    mansioni effettivamente svolte e alle responsabilità assunte.

    L’ATTIVITÀ
    POSTA IN ESSERE DA UN RESPONSABILE DI UNITÀ OPERATIVA COMPLESSA
    COMPORTI LO SVOLGIMENTO DI PRECISE INCOMBENZE CHE SI SOMMANO E
    COMUNQUE ESULANO DA QUELLE TIPICAMENTE SVOLTE DAL DIRIGENTE
    SANITARIO.

    Tra
    l’altro, si osservi come l’art. 15 ter, comma 5, del D.lgs.
    502/1992, nello specificare che al sostituto in via temporanea non si
    applica il disposto di cui all’art. 2103 del c.c., in realtà
    qualifica le mansioni da questo svolte proprio quali mansioni
    superiori!!!

    A
    supporto di quanto rilevato, ossia del diritto per i dirigenti
    sanitari che svolgano specifiche attività di veder adeguatamente
    retribuito il proprio operato, vi è poi una precisa disposizione
    legislativa, ossia l’art. 5, comma 1, del D.lgs. 502/1992, che,
    prevede che: “in sede di contrattazione collettiva nazionale
    sono previste in conformità ai principi e alle disposizioni del
    presente decreto, criteri generali per la graduazione delle funzioni
    dirigenziali nonché per l’assegnazione, valutazione e verifica degli
    incarichi dirigenziali e per
    l’attribuzione del relativo
    trattamento economico accessorio correlato alle funzioni attribuite
    ed alle connesse responsabilità del risultato”
    .

    Ma
    ancora anche la giurisprudenza è a nostro favore: sia a
    livello nazionale (cfr. Tribunale di Taranto – sentenza del
    2 febbraio 2009) prevedendo che siano dovute le differenze
    retributive a quei lavoratori che svolgano mansioni superiori in via
    prevalente rispetto a quelle che altrimenti gli stessi dovrebbero
    svolgere, che a livello comunitario.

    Infatti,
    indipendentemente dalla qualifica come “mansioni superiori” ciò
    che rileva è il contenuto effettivo dell’attività che viene
    svolta
    : ed ecco che emerge come EFFETTIVAMENTE NON VI SIA
    ALCUNA DIFFERENZA TRA LE MANSIONI SVOLTE DAL RESPONSABILE DI UNITÀ
    OPERATIVA COMPLESSA E DAI SOSTITUTI CHE RICOPRONO TALE IDENTICO
    INCARICO PER UN PERIODO SUPERIORE AD UN ANNO.

    Per
    questo, in nome del principio di non discriminazione sancito dal
    diritto comunitario e del principio di eguaglianza di cui all’art.
    3 della nostra Costituzione, occorre che lo stesso trattamento
    economico venga riconosciuto tanto a coloro che ricoprano gli
    incarichi di responsabili in qualità di vincitori delle procedure
    indette ai sensi dell’art. 15, comma 7, d.lgs. 502/1992, QUANTO AI
    LORO SOSTITUTI INCARICATI OLTRE IL TEMPO STRETTAMENTE NECESSARIO
    PREVISTO DALLA LEGGE E DALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA QUALE LIMITE
    DI LEGITTIMITÀ DI TALI INCARICHI – SPECIE IN CASO DI CESSAZIONE
    DEL RAPPORTO DI LAVORO DA PARTE DEL RESPONSABILE EFFETTIVO (Si veda
    Corte di Giustizia Europea, 13.09.2007, Causa 307/05/ De Cerro; ed
    ancora, Corte di Giustizia Europea, 18 ottobre 2012, nelle Cause
    riunite da C-302/11 a C-305/11, in materia di non discriminazione tra
    lavoratori assunti a tempo determinato e lavoratori a tempo
    indeterminato, con un ragionamento che per analogia può
    perfettamente adattarsi al caso che ci riguarda).

    Nel
    caso di specie quello che interessa rimarcare è l’esigenza di
    riconoscimento della giusta retribuzione per il lavoro svolto nei
    confronti di quanti si trovino a svolgere la propria attività
    lavorativa in via continuativa e, dunque, NON per ovviare alle
    “obiettive ragioni di servizio” in un ruolo diverso rispetto a
    quello di appartenenza.

    Il
    bilanciamento dei contrapposti interessi, derivanti da un lato dal
    principio di efficienza e buon andamento della Pubblica
    Amministrazione e, dall’altro, dal diritto individuale e
    costituzionalmente riconosciuto ad un’adeguata retribuzione, deve
    essere motivato da quelle obiettive ragioni di servizio specificate a
    livello normativo che non possono e non devono ritenersi sussistenti
    quando la sostituzione temporanea del medico responsabile di unità
    operativa complessa finisca per essere in realtà attribuzione
    continuativa dell’incarico!!!

    L’INIZIATIVA
    È RIVOLTA A TUTTI I DIRIGENTI MEDICI AI QUALI SIA STATO ATTRIBUITO
    PER UN PERIODO SUPERIORE AD UN ANNO L’INCARICO DI SOSTITUTO
    RESPONSABILE DI UNITA’ OPERATIVA COMPLESSA.

    POTRÀ
    OTTENERE FINO AD UN MASSIMO DI 6.500,00€ PER OGNI ANNO DI INCARICO
    REITERATO E NON ADEGUATAMENTE RETRIBUITO (+500,00€ per ogni
    ulteriore mese di incarico eccedente il primo anno) OLTRE AD UN
    ADEGUATO RISARCIMENTO DANNI!

     


    Per
    conoscerne gli ulteriori dettagli e partecipare all’iniziativa è
    sufficiente CLICCARE QUI
    ,

    compilare un form on line e scaricare la propria modulistica.


     

    N.B.
    Prima di intraprendere l’azione legale è necessario provvedere a
    diffidare l’Azienda Ospedaliera affinché adempia all’obbligo
    sorto. Il fac simile di diffida è contenuto all’interno della
    documentazione scaricabile al link sopra.
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