10 Marzo 2019

BANCA TERCAS: LA COMMISSIONE EUROPEA AVEVA ADOTTATO UN PROVVEDIMENTO CLAMOROSAMENTE ILLEGITTIMO. NON C’ERA ALCUN AIUTO DI STATO!

IL CODACONS PREPARA AZIONE COLLETTIVA PER I DANNI SUBITI DAGLI AZIONISTI, AGISCI CON NOI!

Con sentenza del 19 marzo scorso, il Tribunale dell’Unione Europea ha stabilito che la Commissione Europea, nel ritenere inammissibile l’intervento del FITD – Fondo Interbancario di tutela dei depositi – nella crisi della banca Tercas, aveva preso una decisione gravemente illegittima, perché non è stato in alcun modo dimostrato che lo stesso costituisse un “aiuto di stato”.

Il Tribunale ha infatti annullato la decisione della Commissione, ma il danno prodotto alla banca italiana rimane e ha coinvolto migliaia di azionisti.

Come noto, la banca Tercas è stata vittima negli ultimi anni di una forte crisi che l’aveva condotta, dal 2012, all’amministrazione straordinaria. Dopo due anni, però, nel 2014, la Banca Popolare di Bari aveva manifestato il proprio intento di sottoscrivere interamente il capitale di Banca Tercas, per permettere il suo risanamento, insieme all’intervento del FITD, che avrebbe coperto i deficit patrimoniali e concesso le necessarie garanzie a sostegno della banca. Il tutto con l’autorizzazione della Banca d’Italia.

Solo dopo, però, la Commissione Europea aveva aperto un procedimento per incompatibilità di tale sostegno con la normativa europea sugli aiuti di Stato, e con decisione del dicembre 2015 aveva disposto ufficialmente la restituzione da parte di Tercas degli aiuti ricevuti.

E’ evidente come la Commissione abbia  aggravato in maniera tangibile e del tutto ingiustificata la crisi della banca Tercas, oltre ad aver causato forti minusvalenze sul valore dei titoli della banca Popolare di Bari, protagonista del salvataggio, che non si sarebbero mai verificati se non fosse stato impedito al FITD di intevrenire tempestivamente!

Non solo. L’errore della Commissione ha portato anche la conseguenza che altre banche, successivamente, sono fallite o sono state poste in risoluzione perché si è evitato di ricorrere al Fondo di Tutela. E’ il caso delle 4 banche, otre che delle banche venete: in totale circa 220 mila persone coinvolte e 15,68 miliardi di euro di investimenti persi dai risparmiatori che potevano, invece, essere salvati!

Il Codacons intende tutelare tutti i risparmiatori che hanno di fatto subito un danno dalla decisione della Commissione oggi bocciata dal Tribunale UE.

Ora ci sono 60 giorni di tempo per impugnare la sentenza del Tribunale, ma, nell’attesa, il Codacons sta raccogliendo le pre-adesioni di tutti coloro che ritengono di aver subito un danno – patrimoniale e morale – dal mancato salvataggio della stessa.

 

PER I RISPARMIATORI DELLA EX BANCA TERCAS:

Se sei un ex azionista banca Tercas, compila il modulo di pre-adesione per partecipare al mega ricorso che il Codacons sta predisponendo per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Se vuoi partecipare clicca qui.

PER I RISPARMIATORI DI TUTTE LE ALTRE BANCHE:

Attenzione: il Codacons valuterà contemporaneamente anche la possibilità di chiedere alla Commissione Europea il risarcimento dei danni subiti anche da TUTTI GLI AZIONISTI ED OBBLIGAZIONISTI DI ALTRE BANCHE costretti negli ultimi anni a sopportare il peso degli aumenti di capitale, della messa in risoluzione della propria banca, dell’azzeramento o della diminuzione del valore delle proprie azioni od obbligazioni, considerando che con il veto della Commissione europea sul Fondo di garanzia depositi, è stato di fatto impedito all’Italia di ricorrere ad altre forme di salvataggio meno gravose.

Pertanto, se sei un azionista od obbligazionista comunque coinvolto in una delle recenti crisi bancarie, segnalaci il tuo caso, per valutare la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni che hai subito a causa degli errori della Commissione europea.

Se sei un azionista o un obbligazionista Banca Etruria, Banca Marche, Banca di Chieti, Banca Carife, Banca Popolare di Milano, Credito Valtellinese Vento Banca, Banca Popolare di Vicenza o altre banche che hanno dovuto ricorrere dopo il 2014 a misure di ricapitalizzazione o risoluzione, segnalaci la tua posizione cliccando qui.

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