24 Maggio 2011

Aziende e cittadini sono tuttora dentro la recessione

Lo spettro della povertà si allunga sempre di più sull’Italia. E purtroppo Como non si sottrae a questo trend negativo.
La timida ripresa economica che sta caratterizzando questo periodo non offre garanzie adeguate. In un contesto così precario, a soffrire maggiormente sono i giovani. «La realtà odierna è difficile – dice Ambrogio Taborelli, presidente degli industriali di Como – E la disoccupazione continua a incidere pesantemente sulla ripresa. In Lombardia siamo al 6%. L’andamento delle assunzioni, è dunque molto cauto».
Una situazione, nel complesso, tuttora difficile. «Con la quale le aziende devono confrontarsi ogni giorno faticando a realizzare dei margini – aggiunge Taborelli – Di conseguenza, si sta molto attenti ai costi. Vedo alcuni timidi segnali di ripresa. Oltre alla Germania, che marcia a vele spiegate, non mi sembra di percepire, tra i nostri competitori, una differenza sostanziale rispetto a noi. Per il futuro dovremo ragionare alla giornata. In termini di settimane o mesi. E vedere cosa succede».
Un allarme che viene ribadito anche da Confartigianato. «I numeri Istat (in base ai quali un italiano su quatto è a rischio povertà) non sono nuovi nella loro sostanza – dice Marco Galimberti, presidente di Confartigianato Como – Lo vediamo all’interno di tutte le nostre imprese. La rabbia maggiore è constatare la lontananza del mondo politico rispetto alla quotidianità di imprenditori e famiglie, fatta di bollette da pagare e conti da far quadrare. I fatturati delle imprese calano, i dipendenti portano a casa meno soldi ma la classe politica non ha perso un euro. E quindi, alla fine, la crisi viene avvertita sempre dalle stesse persone. Qualche segnale positivo c’è, non tutte le aziende vivono la stessa realtà. Ma sono segnali deboli che non permettono sonni tranquilli».
Nel biennio 2009-2010 in Italia gli occupati sono scesi di 532mila unità, di cui ben 280mila al Sud.
«È un momento particolare – dice il presidente dei piccoli e medi imprenditori di Como, Giambattista Cerutti – La nostra sensazione è che vi sia un lieve miglioramento dal punto di vista economico. Ma tutto, come abbiamo già visto, può mutare nel giro di pochi giorni».
Non esiste un dato «sulle ricadute che questa realtà altalenante provoca sul cittadino. Purtroppo dovremo abituarci a convivere con questa situazione. La Germania è l’unica nazione che si sta rilanciando. Molte nostre aziende, loro fornitrici, dovrebbero riuscire a cavalcare la situazione».
Anche sul fronte delle associazioni dei consumatori la visione è cupa.
«In molti ormai non arrivano a fine mese. In provincia di Como si parla di 3 famiglie su 10 sotto la soglia di povertà – dice Mauro Antonelli, presidente del Codacons – C’è chi non riesce a pagare le rate del mutuo e chi le bollette. In molti hanno dovuto modificare le abitudini di vita». Allarme rilanciato pure da Federconsumatori. «Sono in aumento gli sfratti per morosità. Salgono i mancati pagamenti delle rate condominiali – dice il presidente, Silvana Brenna – Incide molto anche il ricorso massiccio al credito al consumo. Fortunatamente qualcosa sul fronte occupazionale si sta muovendo».
 

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