23 Aprile 2008

AVVOCATURA DI STATO CHIEDE TEMPO A TAR VENETO SU RICORSO CODACONS

Il passaggio di mano formale da


parte del ministro della difesa Arturo Parisi al nuovo esecutivo


della questione legata all`allargamento della base Usa di


Vicenza lascia ancora aggrovigliato un nodo che da anni fa


discutere gli abitanti del capoluogo berico ma anche la politica


italiana.


Quasi fuori tempo massimo, nell`udienza di oggi davanti al


Tar del Veneto sul ricorso avanzato dal Codacons contro


l`ampliamento, il governo ha reso nota la decisione di


trasferire la questione nelle mani dell`esecutivo entrante,


chiedendo attraverso l`Avvocatura dello Stato il tempo


necessario perché il nuovo ministro della difesa esamini il


problema. La questione torna così in mano al governo


Berlusconi.


“Il rispetto degli impegni presi è alla base del diritto


internazionale e dei rapporti di pacifica convivenza dei Paesi –


aveva osservato Romano Prodi, rispondendo ad un question time


nel giugno dello scorso anno – a cui il governo non intende


derogare“. Già nel corso della recente campagna elettorale, la


candidata sindaco del Pdl, Lia Sartori, aveva delineato la


posizione di Berlusconi, dando per scontata l`ultimazione delle


opere, pur chiedendo per la città “un indennizzo importante


per il prezzo che pagherà“.


In realtà il progetto di allargamento della base Usa si è


trasformato ormai da anni in un braccio di ferro senza


esclusione di colpi. I Comitati che si oppongono alla base non


hanno risparmiato iniziative eclatanti di protesta come


l`occupazione della Basilica Palladiana un anno fa, il taglio


delle fibre ottiche di un tombino, inserzioni sui giornali per


scoraggiare le imprese coinvolte nei lavori e la messa in atto


di manifestazioni di protesta in Comune e per le vie della


città. Della questione si era occupata anche la Procura


vicentina che aveva disposto perquisizioni nelle abitazioni di


alcuni attivisti e l`iscrizione nel registro degli indagati di


tre militanti “No Dal Molin“, nell`ambito delle indagini sul


fallito attentato del 4 luglio scorso all`oleodotto militare La


Spezia-Aviano.


L`unico punto fermo sulla questione messo dal governo Prodi


era stata la nomina nel giugno scorso di Paolo Costa a


Commissario straordinario per l`ampliamento dell`insediamento


militare americano. Negli stessi giorni l`ambasciatore americano


in Italia Ronald Spogli aveva peraltro dichiarato che Gli Stati


Uniti avevano ricevuto da parte del governo italiano “l`avallo


scritto che autorizza il progetto del Dal Molin“. Intanto, sul


piano operativo, alcune settimane fa è stato comunicato il nome


del gruppo di ditte che hanno vinto l`appalto.

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