AVVOCATURA DI STATO CHIEDE TEMPO A TAR VENETO SU RICORSO CODACONS
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fonte:
- Ansa
Il passaggio di mano formale da
parte del ministro della difesa Arturo Parisi al nuovo esecutivo
della questione legata all`allargamento della base Usa di
Vicenza lascia ancora aggrovigliato un nodo che da anni fa
discutere gli abitanti del capoluogo berico ma anche la politica
italiana.
Quasi fuori tempo massimo, nell`udienza di oggi davanti al
Tar del Veneto sul ricorso avanzato dal Codacons contro
l`ampliamento, il governo ha reso nota la decisione di
trasferire la questione nelle mani dell`esecutivo entrante,
chiedendo attraverso l`Avvocatura dello Stato il tempo
necessario perché il nuovo ministro della difesa esamini il
problema. La questione torna così in mano al governo
Berlusconi.
“Il rispetto degli impegni presi è alla base del diritto
internazionale e dei rapporti di pacifica convivenza dei Paesi –
aveva osservato Romano Prodi, rispondendo ad un question time
nel giugno dello scorso anno – a cui il governo non intende
derogare“. Già nel corso della recente campagna elettorale, la
candidata sindaco del Pdl, Lia Sartori, aveva delineato la
posizione di Berlusconi, dando per scontata l`ultimazione delle
opere, pur chiedendo per la città “un indennizzo importante
per il prezzo che pagherà“.
In realtà il progetto di allargamento della base Usa si è
trasformato ormai da anni in un braccio di ferro senza
esclusione di colpi. I Comitati che si oppongono alla base non
hanno risparmiato iniziative eclatanti di protesta come
l`occupazione della Basilica Palladiana un anno fa, il taglio
delle fibre ottiche di un tombino, inserzioni sui giornali per
scoraggiare le imprese coinvolte nei lavori e la messa in atto
di manifestazioni di protesta in Comune e per le vie della
città. Della questione si era occupata anche la Procura
vicentina che aveva disposto perquisizioni nelle abitazioni di
alcuni attivisti e l`iscrizione nel registro degli indagati di
tre militanti “No Dal Molin“, nell`ambito delle indagini sul
fallito attentato del 4 luglio scorso all`oleodotto militare La
Spezia-Aviano.
L`unico punto fermo sulla questione messo dal governo Prodi
era stata la nomina nel giugno scorso di Paolo Costa a
Commissario straordinario per l`ampliamento dell`insediamento
militare americano. Negli stessi giorni l`ambasciatore americano
in Italia Ronald Spogli aveva peraltro dichiarato che Gli Stati
Uniti avevano ricevuto da parte del governo italiano “l`avallo
scritto che autorizza il progetto del Dal Molin“. Intanto, sul
piano operativo, alcune settimane fa è stato comunicato il nome
del gruppo di ditte che hanno vinto l`appalto.
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