10 Luglio 2017

AVVOCATI: DOMANI TAR DECIDE SU RICORSO CODACONS E ORDINE AVVOCATI DI ROMA CONTRO BANDO COMUNALE CHE INDIVIDUA “PREZZO PIU’ BASSO” COME CRITERIO DI SCELTA DEI LEGALI

     

    VIOLATE LE LEGGI IN MATERIA E SVILITA LA PROFESSIONE FORENSE. DANNO PER COLLETTIVITA’ CHE RICEVE SERVIZIO AL RISPARMIO” E DI QUALITA’ INFERIORE

     

    Domani 11 luglio il Tar della Toscana decide sul ricorso promosso dal Codacons e dall’Ordine degli avvocati di Roma contro i regolamenti degli enti locali che individuano il “prezzo più basso” come criterio per l’affidamento dei servizi legali di difesa degli enti stessi.
    A cadere nel mirino dell’associazione dei consumatori e dell’Ordine degli avvocati è l’Avviso pubblico del Comune di Scarperia e San Piero (Provincia di Firenze) del 13 aprile scorso, avente ad oggetto “Formazione dell’albo comunale di avvocati per l’affidamento di incarichi di assistenza legale e difesa in giudizio dell’ente” e il Regolamento comunale per l’affidamento di servizi di rappresentanza in giudizio dell’ente agli avvocati esterni.
    Tale Regolamento – spiega il Codacons nel ricorso – contempla, all’art. 6, il «Prezzo più basso» quale unico criterio di selezione degli avvocati cui affidare i servizi. Tale parametro, tuttavia, contrasta in modo evidente con i generali principi di non discriminazione, imparzialità, concorrenza, trasparenza, rotazione e parità di trattamento, fissati dagli artt. 4 e 17 del Nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. n. 50/2016), nonché con il principio di tutela della concorrenza e all’equo compenso professionale (quale discende dagli artt. 2233 codice civile e 36 Cost.).
    Ma a rischiare è soprattutto la collettività: se infatti un ente locale affida un appalto “al risparmio” senza tenere conto della qualità delle prestazioni, il cittadino riceve un servizio svilito che determinerà danni anche economici all’ente stesso e, di conseguenza, agli utenti. Questo sistema infatti favorisce le multinazionali e le grandi imprese che possono permettersi avvocati ben pagati, danneggiando i cittadini amministrati dagli enti pubblici che finiranno per perdere le cause in tribunale perché difesi da giovani inesperti scelti soltanto con il criterio del prezzo.
    L’Avviso impugnato e il Regolamento sono poi illegittimi in quanto lesivi del decoro della professione di avvocato per effetto della indeterminatezza dei compensi professionali (rispetto alla cui proporzionalità il D.M. n. 55/2014 costituisce parametro di riferimento), e il criterio del minor prezzo viola anche l’art. 95 del Codice degli appalti il quale prevede (nei casi in cui la gara si debba fare, e qui non è) che il criterio del minor prezzo possa essere utilizzato, esclusivamente, per i servizi con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato, ovverosia per i servizi sotto-soglia caratterizzati da elevata ripetitività; caratteristiche, queste, certamente non possedute dal servizio legale di difesa e di assistenza.
    Per tale motivo il Codacons ha impugnato il regolamento e il bando del Comune, chiedendo al Tar di dichiararne l’illegittimità.

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