AVIARIA: UNITA` DI CRISI E PRESTO FONDO ANTI PANDEMIA
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fonte:
- Ansa
LE RACCOMANDAZIONI UE PER CHI VIAGGIA
(ANSA) – ROMA, 10 gen – Come annunciato ieri dal ministro
della Salute, Francesco Storace, arriva l`Unità di crisi
sull`aviaria e continua il confronto internazionale che farà
nascere il fondo antipandemia: un miliardo di euro in tutto,
gestiti dalla Banca Mondiale, che saranno gestiti al 50% la
salute umana e al 50% per quella animale, serbatoio di virus dai
quale potrà nascere la pandemia.
“E` ormai chiaro che solo con un`azione congiunta sarà
possibile intervenire con efficacia“, ha spiegato il
sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, tornando da Parigi
dove si era recato per una riunione dell`Oie, l`organizzazione
che si occupa proprio di salute animale. Il fondo gestito dalla
Banca Mondiale verrebbe quindi messo a disposizione di 140 Paesi
in via di sviluppo, che potenzialmente potrebbero trovarsi alle
prese con l`influenza aviaria.
Il ministro a Roma, alla luce delle analisi del vertice di
ieri, ha deciso di firmare il decreto che, per fare fronte
all`eventuale insorgenza in Italia di focolai di influenza
aviaria “ad alta patogenicita“, attiva l`Unità Centrale di
Crisi (UCC), incaricata di pianificare gli interventi e il
coordinamento delle misure di controllo e di eradicazione della
malattia. La struttura, oltre ad un responsabile, vedrà la
presenza del direttore dell`ufficio di sanità animale e del
dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, il direttore
dell`istituto zooprofilattico delle Venezie, centro di referenza
per l`aviaria, il direttore dell`istituto zooprofilattico dell`
Abruzzo e Molise, due dirigenti dei servizi veterinari regionali
o responsabili di unità di crisi regionali, 2 direttori di
istituti zooprofilattici o responsabili di osservatori
epidemiologici veterinari. In caso di necessità nel gruppo
potranno essere presenti anche rappresentanti dei Nas di altri
ministeri e di istituti come l`Iss. L`unità di crisi, in caso
di emergenza avrà il compito di provvedere a tutte le misure
per fermare la malattia, ed in fase ordinaria, quale siamo, fra
l`altro, “disporrà di un nucleo costantemente attivo e
preparato per intervenire in caso di epidemia, che è pronto a
realizzare gli interventi necessari per il controllo e
l`eradicazione della malattia“.
Il ministro oggi ha comunque ribadito che non è avvenuto il
passaggio del virus dell`influenza aviaria da uomo a uomo, ma
che in Turchia ci sono state alcune persone che si sono
infettate in villaggi rurali, contraendo il virus da animali.
Per questi motivi, “non c`é necessità del blocco del traffico
aereo con la Turchia“.
Ma c`é chi invece, il blocco del traffico con la Turchia lo
chiede e fra questi il Codacons.
“E` una misura rigida ma indispensabile per evitare contagi e
il diffondersi dell`influenza aviaria anche nel nostro paese –
afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi – I viaggi in
Turchia devono essere temporaneamente vietati e consentiti solo
per motivi particolari o di ordine pubblico. E` necessario poi
incrementare i controlli alle frontiere, sottoponendo i soggetti
di qualsiasi nazionalità che provengono dalla Turchia ad
analisi specialistiche prima di entrare in Italia, e controllare
che polli e uova, provenienti da qualsiasi paese, non siano
transitati dalla Turchia“.
Ma per chi non vuole mettere il passaporto nel cassetto esiste
un decalogo di consigli che l`Unione Europea ha preparato.
1) Evitare contatti con pollame vivi. 2) Evitare contatti con
volatili selvaggi. 3) Evitare di visitare mercati di animali
vivi e allevamenti di pollame. 4) Evitare contatti con superfici
contaminate da escrementi. 5) Evitare di toccare degli uccelli
trovati morti. 6) Non mangiare pollame, uova o anatre crudi o
non abbastanza cotti. 7) Avere una buona igiene personale. 8)
Lavarsi frequentemente le mani. 9) Non tentare di portare
volatili vivi in Europa 10) Rispettare le istruzioni delle
autorità nazionali. (ANSA).
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