27 Ottobre 2005

AVIARIA: SU ALLARME UOVA E` POLEMICA, STORACE PROTESTA

AVIARIA: SU ALLARME UOVA E` POLEMICA, STORACE PROTESTA/ANSA

MA EFSA PRECISA, INFORMAZIONI ESTRAPOLATE DAL LORO CONTESTO

(ANSA) – ROMA, 26 ott – E` polemica sulle presunte

raccomandazioni da parte dell`Agenzia europea per la sicurezza

alimentare (Efsa) di non consumare uova crude e cuocere bene la

carne di volatili per evitare qualunque rischio di contagio dal

virus dell`influenza aviaria. Raccomandazioni pubblicate oggi,

come anticipazione, dai quotidiani Financial Times e Frankfurter

Allgemeine Zeitung, ma che la stessa Efsa si è affrettata a

correggere: Tali informazioni, ha precisato l`Agenzia, “sono

state estrapolate dal loro contesto“.

Il chiarimento è arrivato già nella tarda serata di ieri

dal portavoce Efsa Anne Laure Gassin: “L`Efsa – ha spiegato –

ricorderà, a titolo precauzionale, i consigli di base di igiene

alimentare che esistono già per ridurre i rischi di diffusione

della salmonella o di altri germi, nel caso in cui l`influenza

aviaria dovesse entrare nella catena alimentare. Situazione – ha

sottolineato – che non esiste attualmente“. Gassin si è poi

“rammaricata della confusione“ che si è creata, mentre

l`obiettivo dell`Agenzia era quello di “rassicurare i

consumatori ricordando le regole di igiene in caso di rischi

sanitari: ossia la cottura degli alimenti come carni e uova“.

Poi, con una nota ufficiale, è sempre l`Efsa a ribadire che

“non c`é, ad oggi, alcuna prova che suggerisca che l`influenza

aviaria possa essere trasmessa agli esseri umani attraverso il

consumo di cibi e specificatamente di pollame ed uova“,

ribadendo tuttavia che resta invariato il consiglio da lungo

tempo valido per la sicurezza alimentare, secondo il quale i

prodotti avicoli devono essere “adeguatamente cucinati per

proteggere i consumatori dalla possibile presenza di salmonella

ed altri organismi“.

Ma le precisazioni dell`Agenzia non sono bastate a frenare le

polemiche. La prima reazione è stata quella del ministro della

Salute, Francesco Storace, che questa mattina ha inviato al

direttore Efsa Geoffrey Podger, e per conoscenza al commissario

europeo alla Sanità e alla Sicurezza del consumatore Kyprianou,

una lettera di protesta per i messaggi sul “presunto“ parere.

Nel documento il ministro spiega di ritenere “doveroso un

messaggio pubblico di scuse per l`immotivato allarme ingenerato

nei consumatori, per il danno provocato ai produttori e per

l`attacco alla credibilità di quelle istituzioni seriamente

impegnate in una minuziosa opera di controllo. Tra i compiti di

una direzione scientifica – si legge – non vie è quello di

minare il lavoro di tutela della salute che si sta compiendo“.

Indignata anche la reazione dell`Unione nazionale avicoltori

(Una), per bocca del presidente Aldo Muraro: “Il governo

italiano deve esigere immediatamente le dimissioni del direttore

scientifico dell`Agenzia Herman Koeter. Siamo di fronte ad una

situazione intollerabile: Il compito dell`Efsa è di informare

correttamente i consumatori sulla sicurezza alimentare e sugli

eventuali rischi legati a cibi e bevande. Le raccomandazioni e

la parziale smentita da parte dall`ufficio stampa dell`Efsa – ha

sottolineato Muraro – creano invece incertezza e aumentano la

psicosi verso prodotti che non sono affatto dannosi per la

salute umana. La credibilità dell`Efsa viene messa in

discussione. Inoltre, l`allarmismo suscitato dall`Agenzia è

ingiustificato perché il consumo di prodotti avicoli italiani

é assolutamente sicuro“.

La parziale smentita dell`Efsa non ha convinto neppure le

associazioni dei consumatori. L`Aduc ha infatti chiesto le

dimissioni del presidente dell`organizzazione, mentre Codacons,

Adusbef, Federconsumatori e Adoc hanno sottolineato l`esigenza

di risposte “chiare e corenti“. Per i consumatori, è il

richiamo delle associazioni, è di “primaria importanza che vi

sia un`univocità di pensiero da parte della Comunità

scientifica su ciò che va fatto ed evitato in tema di sicurezza

alimentare“. Ma, al contrario, “accade di ricevere

informazioni contrastanti – è la protesta dei consumatori –

anche a distanza di un giorno“.

(ANSA).

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