11 Gennaio 2006

Aviaria, l`Italia si prepara all`emergenza

Aviaria, l`Italia si prepara all emergenza

In Turchia abbattuti ormai 300 mila volatili. Ma non è ancora ritenuto necessario il blocco delle frontiere

Roma – “In caso di focolai“ di influenza aviaria “siamo pronti ad agire“. Così ha dichiarato ieri il ministro della Salute Francesco Storace in un intervento televisivo a Unomattina rassicurando gli italiani sui rischi legati alla diffusione del virus H5N1 all indomani del vertice straordinario di lunedì sera sull emergenza Mentre in Turchia sale ormai a 300 mila il numero dei volatili abbattuti, il ministro ricorda la “sorveglianza straordinaria“ che ha contraddistinto questi mesi. “I polli italiani non sopportano più i medici – ironizza il responsabile della Sanità – ovunque si girino trovano controlli ad attenderli“. Controlli che hanno raggiunto anche gli allevamenti rurali: “Ho scritto una lettera a ben 8 mila sindaci“ dei piccoli comuni, ricorda Storace, annunciando inoltre che, per loro, “presto partirà una seconda lettera“. Storace non ha dubbi nemmeno sulla sicurezza della più amata tra le carni bianche: “Il pollo va mangiato, basta controllare l etichetta“. Quanto ai rischi per gli italiani che ogni giorno si recano nei Paesi colpiti dal virus H5N1, in particolare la Turchia, Storace assicura che “non c è alcuna necessità di bloccare il traffico aereo perché non c è trasmissione uomo a uomo“. Lunedì sera il vertice ha definito l unità di crisi sull influenza aviaria, mentre a livello internazionale si sono avviate le procedure per la creazione di un fondo antipandemia dotato di un miliardo di euro in tutto, gestiti dalla banca mondiale. Nel decreto italiano contro l aviaria si prevede che, per fare fronte all eventuale insorgenza di focolai di influenza “ad alta patogenicita“, attiva l unità centrale di crisi (ucc), incaricata di pianificare gli interventi e il coordinamento delle misure di controllo e di eradicazione della malattia. La struttura, oltre da un responsabile, è composta dal direttore dell ufficio di sanità animale e del dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, dal direttore dell istituto zooprofilattico delle Venezie, centro di referenza per l aviaria, dal direttore dell istituto zooprofilattico dell Abruzzo e Molise, da due dirigenti dei servizi veterinari regionali o responsabili di unità di crisi regionali, e da due direttori di istituti zooprofilattici o responsabili di osservatori epidemiologici veterinari. In caso di necessità nel gruppo potranno essere presenti anche rappresentanti dei Nas di altri ministeri e di istituti come l Iss. L unità di crisi, in caso di emergenza avrà il compito di provvedere a tutte le misure per fermare la malattia, ed in fase ordinaria, quale siamo, fra l`altro, “disporrà di un nucleo costantemente attivo e preparato per intervenire in caso di epidemia, che è pronto a realizzare gli interventi necessari per il controllo e l`eradicazione della malattia“. Il ministro oggi ha comunque ribadito che non è avvenuto il passaggio del virus dell influenza aviaria da uomo a uomo, ma che in Turchia ci sono state alcune persone che si sono infettate in villaggi rurali, contraendo il virus da animali. Per questi motivi, “non c è necessità del blocco del traffico aereo con la Turchia“. Per i viaggiatori, però, si è deciso “di stampare degli opuscoli informativi – ricorda il ministro – con un elenco delle precauzioni cui attenersi affinché eventuali rischi vengano ridotti al massimo“. Chi non è d accordo sul mancato stop ai viaggi in Turchia è però il codacons. Il blocco “è una misura rigida ma indispensabile per evitare contagi e il diffondersi dell influenza aviaria anche nel nostro paese“ secondo Carlo Rienzi, presidente dell associazione, secondo cui “i viaggi in Turchia devono essere temporaneamente vietati e consentiti solo per motivi particolari o di ordine pubblico“. Per evitare il peggio in Italia, ci sarebbero però altre misure cautelari da prendere: “È necessario incrementare i controlli alle frontiere – conclude il Codacons- sottoponendo i soggetti di qualsiasi nazionalità che provengono dalla Turchia ad analisi specialistiche, e controllare che polli e uova non siano passati da lì“. Il direttore europeo dell Organizzazione mondiale della sanità Roberto Bertollini non vuole però esasperare il clima di agitazione. “Sino a oggi – ha detto – rimedi che prevedono il blocco delle frontiere, o il blocco del turismo, restano inutili: il virus viene infatti trasmesso dagli uccelli migratori ad altri volatili, non c è ancora stata la trasmissione da uomo a uomo ed è inutile creare allarmismo“. Quanto invece ai rischi che l H5N1 si unisca al virus della Sars per crearne uno nuovo più forte e pericoloso, l esperto sdrammatizza: “Non è escluso che il virus dell aviaria possa incrociarsi con quello della Sars, ma credo sia una possibilità remota“. In ogni caso, avverte, “esistono forti probabilità che nel corso di questo decennio la popolazione mondiale debba far fronte a una nuova pandemia“. “I soggetti più a rischio – ha anche aggiunto Bertollini sembrano proprio essere i bambini e i giovani, ma è un dato su cui bisogna essere molto cauti“.

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