11 Gennaio 2006

Aviaria in Turchia Quindicesimo caso

Non si hanno prove di una trasmissione del virus da uomo a uomo, al momento risulta che il contagio umano da influenza aviaria avviene attraverso il contatto diretto con animali infetti. È quanto afferma un portavoce della Commissione europea, il quale ha indicato a 42 il numero di persone infettate dal virus dell`influenza aviaria in Turchia. Di queste, “38 sono ricoverate in ospedale nella città di Van, tre deceduti e una è stata dimessa“. Il portavoce Ue sulle questioni agricole, Michael Mann, ha precisato che sulle tre persone morte due sono state colpite dalla variante altamente patogena H5N1. Secondo Mann la presenza di molti casi umani nella stessa regione non indicherebbe di per sé una mutazione del virus tale da consentirne la trasmissione tra umani: “Si tratta di una zona in cui moltissimi volatili sono stati colpiti“ ha precisato. Anche l`Oms (Organizzazione mondiale della sanità) rassicura che “l`influenza avaria in Turchia continua a trasmettersi soltanto dagli animali all`uomo e a causa di comportamenti a rischio legati allo stretto contatto della popolazione rurale con gli animali malati o morti“. Lo ha detto ieri il coordinatore della delegazione Oms in Turchia, Guenael Rodier. A quanto ha verificato in questi giorni in Turchia il gruppo di esperti dell`Oms, la trasmissione avviene esclusivamente attraverso l`esposizione ad animali infetti. Il ministero dell`Agricoltura turco ha detto che sono stati abbattuti finora 306.000 volatili. Di questi alcuni avevano l`influenza aviaria, altri no. La decisione di eliminarli è stata presa per arginare la diffusione del virus. Vengono intanto distribuiti volantini per informare la popolazione su come comportarsi, e anche gli imam nelle moschee invitano i fedeli a stare lontani dai volatili. Intanto il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha assicurato che l`epidemia di influenza aviaria nel Paese è stata messa sotto controllo. L`allarme aviaria è arrivato anche a Kusadasi, nota località di villeggiatura sul Mar Egeo. Una donna ricoverata a Sivas (Turchia centro-orientale) divenuta la quindicesima persona infetta da influenza aviaria accertata negli ultimi dieci giorni, ha ammesso che aveva toccato a mani nude alcuni polli morti del suo cortile. Continua intanto il confronto internazionale che farà nascere il fondo antipandemia: un miliardo di euro in tutto, gestiti dalla Banca mondiale, che saranno gestiti al 50% per la salute umana e al 50% per quella animale, serbatoio di virus dai quale potrà nascere la pandemia. Il fondo gestito dalla Banca Mondiale verrebbe messo a disposizione di 140 Paesi in via di sviluppo, che potenzialmente potrebbero trovarsi alle prese con l`influenza aviaria. In Italia arriva – come annunciato lunedì dal ministro della Salute, Francesco Storace – l`Unità di crisi sull`aviaria. Il ministro ha firmato ieri sera a Roma il decreto che, per fare fronte all`eventuale insorgenza in Italia di focolai di influenza aviaria “ad alta patogenicità“, attiva l`Unità centrale di crisi (Ucc), incaricata di pianificare gli interventi e il coordinamento delle misure di controllo e di eradicazione della malattia. Il ministro ha comunque ribadito che non è avvenuto il passaggio del virus dell`influenza aviaria da uomo a uomo, ma che in Turchia ci sono state alcune persone che si sono infettate in villaggi rurali, contraendo il virus da animali. Per questi motivi, “non c`è necessità del blocco del traffico aereo con la Turchia“. Ma c`è chi invece, il blocco del traffico con la Turchia lo chiede e fra questi il Codacons: “È una misura rigida ma indispensabile per evitare contagi e il diffondersi dell`influenza aviaria anche nel nostro Paese“, afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi. I viaggi in Turchia devono essere temporaneamente vietati e consentiti solo per motivi particolari o di ordine pubblico. È necessario poi incrementare i controlli alle frontiere, sottoponendo i soggetti di qualsiasi nazionalità che provengono dalla Turchia ad analisi specialistiche prima di entrare in Italia, e controllare che polli e uova, provenienti da qualsiasi Paese, non siano transitati dalla Turchia“.

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