4 Settembre 2013

Aviaria, Coldiretti rassicura e chiede misure di sostegno «Basta psicosi che fa danni»

Aviaria, Coldiretti rassicura e chiede misure di sostegno «Basta psicosi che fa danni»

PALERMO. E’ allarme influenza aviaria, nonostante le assicurazione sull’ intrasmissibilità del virus dai polli ai consumatori. Le preoccupazioni restano e il Codacons chiede interventi urgenti. Ma la Coldiretti siciliana getta acqua sul fuoco. «No alla psicosi ingiustificata – dicono il presidente Aldessandro Chiarelli e il direttore Giuseppe Campione – perché danneggerebbe produttori e consumatori». In Sicilia le aziende avicole sono circa 600, la maggior parte delle quali di piccole dimensioni mentre le più grandi si trovano nelle province di Catania e Ragusa, con un patrimonio di oltre 4 milioni e mezzo di unità allevate tra polli e galline ed una produzione annua di oltre 8 milioni di chilogrammi di carne. «Certezza della qualità, controlli, specializzazione produttiva – rilevano Chiarelli e Campione – garantiscono i sistemi di allevamento. E del resto le rassicurazioni del Ministero della Salute sulla assoluta assenza di rischi per il consumo di carne e uova è un segnale importante. A preoccupare gli allevatori siciliani sono soprattutto i danni economici e per questo occorre intervenire urgentemente con misure eccezionali di sostegno al comparto che ha già subito perdite per alcune decine di milioni di euro». In Italia si producono circa 1milione e 200mila tonnellate di carni avicole e oltre 13miliardi di uova. Il fatturato del settore è superiore ai 5miliardi e 500milioni di euro e gli occupati sono circa 80mila operatori, 100mila compreso l’ indotto. Il consumo di prodotti avicoli ha raggiunto oltre 19 chili per persona all’ anno. «Di fronte al forte calo dei consumi alimentari del 4% – aggiunge la Coldiretti – l’ unica voce ad aumentare è la spesa per le uova e per la carne di pollo naturale (+6%) perché assicura anche a chi è in difficoltà economiche il necessario apporto proteico a prezzi più contenuti» «Il consumo di carni avicole e di uova – sottolinea la Confederazione produttori agricoli (Copagri) – è e resta sicuro. Lo stesso non si può dire per le finanze di un comparto che sta già pagando la situazione con ingenti perdite. In una fase, peraltro in atto da parecchio tempo, in cui i consumi alimentari stanno subendo un crollo che ha avuto e sta avendo pesanti ripercussioni sui bilanci delle imprese agricole, un’ ulteriore caduta in una produzione basilare per la nostra alimentazione sarebbe insostenibile e causerebbe la chiusura di numerose aziende. Occorrono allora – conclude la Copagriadeguati interventi sia di sostegno straordinario alle aziende interessate che attraverso forme di comunicazione istituzionale finalizzate a puntualizzare la realtà tra l’ opinione pubblica».Al momento i casi di positività al virus H7N7 nell’ uomo, attraverso una congiuntivite, sono due, «uno è confermato, l’ altro è sospetto. Si tratta – spiega Gianni Rezza, responsabile del Dipartimento di malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’ Istituto superiore di sanità – di due lavoratori esposti al virus aviario prima ancora che ci fosse la scoperta del focolaio in Emilia. Dunque queste notizie non devono suscitare allarme nella popolazione. Non c’ è nessuna minaccia per la salute legata al consumo di uova o carni». Rassicurazioni che non tranquillizzano il presidente nazionale di Codacons, Carlo Rienzi. «Dopo il contagio umano – afferma – il Ministero della Salute deve ora intervenire per arginare la diffusione della malattia, adottando, se necessario, provvedimenti anche drastici».

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