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25 Febbraio 2017

«Avevo paura e gridavo» parla la nomade. salvini: paghiamo noi il legale ai due dipendenti sospesi

    «Avevo paura e gridavo» parla la nomade. salvini: paghiamo noi il legale ai due dipendenti sospesi

    di Alfredo Faetti wFOLLONICA Milioni di visualizzazioni dopo, la solidarietà si spacca in due. Tanto in città quanto nel dibattito politico nazionale, visto che le immagini e le grida di una delle due donne rom chiuse nel gabbione dove sono sistemati i cassonetti dei rifiuti della Lidl, ormai, le hanno viste e sentite in tutta Italia. «E’ successo casino con quei due ragazzi, io gridavo perché avevo paura, loro mi hanno fatto paura», spiega la donna, che aggiunge di essere vedova e di dormire alla stazione di Grosseto. «Solidarietà ai lavoratori», dice compatto il fronte leghista, dal segretario Matteo Salvini alla sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, pronto a «offrire loro tutto il sostegno, anche legale» – come scrive il leader del Carroccio su Facebook – e a boicottare la Lidl in caso di sanzioni verso i lavoratori. Sono stati due dipendenti del discount a rinchiudere le due donne nel gabbione per filmare tutto mentre le prendono in giro, ritrovandosi poi con una denuncia per sequestro di persona e la sospensione dal loro posto di lavoro. E se Salvini gli offre il suo aiuto, c’ è un’ altra fazione composta da esponenti Pd e scrittori come Roberto Saviano che condannano sia il gesto, sia «la strumentalizzazione della Lega». «Salvini sta con i dipendenti che hanno chiuso le donne rom in un gabbiotto, io sto dalla parte della legge che dovrà appurare i reati commessi», dice il senatore Pd Andrea Marcucci. Una spaccatura netta nella solidarietà. Nella politica nazionale ma anche a Follonica, dove la popolazione è divisa tra chi condanna fermamente l’ accaduto e chi invece rimarca «il disagio» per una questione rom «mai veramente affrontata in città». Eppure ieri è parsa una giornata come le altre al discount, con i clienti impegnati a fare la spesa e i dipendenti a riordinare gli scaffali. I due protagonisti del video invece non ci sono. Sono stati sospesi e attendono l’ evolversi degli iter a loro carico. Franco Ciullini, avvocato che difende uno dei due, spiega che «il video è stato pubblicato su un gruppo chiuso e diffuso indebitamente da qualcuno». Ripercussioni anche sul fronte sindacale, perché uno dei due era iscritto alla Cgil, ma è stato espulso a seguito del video. «Da noi non avrà alcuna assistenza legale» dicono dal sindacato. Ma è proprio quella che gli offre Salvini, che ieri si è messo in contatto anche con uno dei dipendenti. «Io sto con i lavoratori e non con le rom frugatrici», scrive il leghista, seguito subito da Ceccardi. «Non possiamo più resistere – dice la sindaca – in uno Stato che obbliga le persone a farsi giustizia da soli a causa dei continui tagli al comparto sicurezza e poi li condanna quando lo fanno». Le posizioni della Lega portano all’ immediata reazione Pd, con più esponenti. «Eccoli i frutti avvelenati della xenofobia – dice ad esempio il governatore della Toscana, Enrico Rossi -. Quanto accaduto non va minimizzato e per questo suonano indecenti le parole di Salvini». Fanno eco i deputati di Possibile, Pippo Civati e Andrea Maestri, che si offrono «disponibili fin d’ ora a fornire assistenza legale gratuita alle vittime di violenza e sequestro nei confronti degli autori di questo odioso reato». A Salvini risponde anche Saviano: «Diffondere un video in cui due folli sequestrano (e ridono mentre lo fanno) una donna solo perché non italiana è inaccettabile da chiunque – dice Saviano – Provo pena e disprezzo per i 30mila utenti che hanno mostrato apprezzamento per questo abominio». Mentre il Codacons annuncia anche che si rivolgerà alla procura di Grosseto «per estendere le indagini ai membri di alcuni gruppi presenti su Facebook, che in queste ore hanno pubblicato il video e pubblicato commenti di stampo razzista». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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