27 Febbraio 2014

«Avevamo chiesto di mettere i sigilli»

«Avevamo chiesto di mettere i sigilli»

PREVEDIBILE. Dopo la notizia che la procura della Repubblica di Grosseto ha aperto un’ inchiesta per la violazione dei sigilli al relitto – che ha comportato l’ iscrizione nel registro degli indagati del custode Franco Porcellacchia e del consulente di Costa, Camillo Casella – era inevitabile che Codacons sotttolineasse quanto chiesto, obiettivamente, da tempo. «Da due anni, più volte il Codacons ha chiesto, pur nonostante il generale sequestro cui è sottoposta l’ intera nave, l’ apposizione di sigilli al locale del generatore di emergenza, alla plancia di comando e ad altri luoghi importanti della nave: le istanze sono state tuttavia sempre rigettate». Ma l’ episodio del 22 gennaio scorso ha dato fiato alle trombe del Codacons. «Ora la Procura scopre che proprio il locale più importante ai fini degli accertamenti tecnici, quello che ospita il generatore d’ emergenza – insistono dal Codacons – è stato violato ed apre un’ indagine a carico di dirigenti di Costa Crociere. Peccato la Procura e il Tribunale arrivino sempre in ritardo rispetto al Codacons». Secondo quanto ricostruito dai magistrati grossetani il giorno precedente il sopralluogo del 23 gennaio, Casella con il beneplacido del custode Porcellacchia sarebbe entrato nella zona sottoposta a sequestro. Che non doveva essere violata. «Per ricostruire il percorso in sicurezza in vista del sopralluogo – ha sottolineato il legale della compagnia, l’ avvocato Marco De Luca – che ci sarebbe stato il giorno successivo». Ma il gip di Grosseto Marco Bilisari ha accolto in pieno la ricostruzione della Procura, rilevando altre giustificazioni per la violazione. «Alla luce degli ultimi fatti – proseguono dal Codacons – sarà forse venuto il momento di sapere qualcosa anche in merito alla denuncia presentata mesi fa dall’ associazione sui file falsificati relativi ai test di manutenzione del generatore di emergenza?». Intanto è stata nell’ udienza di martedì è stata rigettata anche l’ istanza del Codacons volta a chiedere la nullità delle operazioni peritali e la revoca per negligenza dei periti dall’ incarico. Nonostante i periti non abbiano fatto nulla, costringendo al sopralluogo di domani in assenza della fondamentale perizia, e nonostante costoro abbiano illegittimamente escluso i consulenti tecnici da ogni partecipazione alle (inesistenti) operazioni peritali, il Tribunale ha rigettato l’ istanza. Anche qui occorreranno probabilmente mesi perché il Tribunale comprenda che non per caso le cose stanno procedendo in questo modo».

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