Aveva perso un appuntamento di lavoro il giudice di pace gli riconosce il risarcimento
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fonte:
- Il Tempo
BOLZANO È rimasto bloccato per oltre un`ora sulla bretella d`accesso dell`autostrada a causa di un incidente stradale. Il giudice di pace, con una decisione “storica“ gli ha riconosciuto un risarcimento danni di 200 euro. Il fatto è avvenuto a Bolzano nel maggio del 2002, attorno alle 14.30. Il signor Angelo, commerciante, si doveva recare a Trento per incontrare un cliente. Appena entrato sull`Autobrennero al casello di Bolzano Nord, però, il commerciante era rimasto bloccato in coda per un incidente con cinque feriti avvenuto un`ora e tre quarti prima. Imbottigliato nel traffico, il commerciante non poteva effettuare alcuna manovra.Eppure avrebbe potuto evitare di incolonnarsi se solo qualche pannello luminoso avesse avvertito dell`incidente. Solo attorno alle 15.30 il traffico ha iniziato a scorrere normalmente. Una volta ripreso il viaggio, il signor Angelo era giunto in ritardo all`appuntamento. Carta e penna alla mano l`automobilista aveva fatto presente sin da subito per iscritto alla direzione della A22 quel che gli era accaduto, richiedendo un risarcimento esistenziale per il disagio fisico e psicologico subito. Ma la l`Autobrennero aveva declinato ogni responsabilità così Angelo aveva deciso di rivolgersi a un`avvocato per avviare l`azione civile nei confronti della A22. Attraverso il suo legale, Laura Benuzzi, aveva così chiesto i danni (fisici e psicologici), e anche il danno avuto alla sua immagine professionale. In corso di causa, il commerciante è riuscito a provare con testimoni il disservizio dell`A22, e dopo oltre quattro anni dall`avvio dell`azione (nel 2003) il giudice di pace di Bolzano ha finalmente riconosciuto la responsabilità dell`A22 e l`ha condannata al risarcimento di danni e spese di giudizio. Il giudice di pace ha ritenuto fondata la richiesta del commerciante, assistito dal Centro tutela consumatori utenti di Bolzano, assegnandogli un risarcimento di 200 euro. In particolare, il giudice ha accertato che non esistevano lavagne luminose con le quali avvertire gli automobilisti dei disagi in vista. Inoltre, il giudice non ha accolto quanto sostenuto della difesa, è cioè un riferimento ad un regolamento dell`Unione europea in tema di rimborsi dovuti a passeggeri di volo in ritardo, nella parte in cui il risarcimento viene erogato solo se il volo subisce un ritardo di almeno due ore. “Infatti – ha osservato il giudice – ben diverso è trovarsi dentro a un aeroporto dotato di tutti i confort (servizi igienici, bar, telefono, giornali, ecc.) rispetto al rimanere sul ciglio di una strada: nonostante ciò, con sole due ore di ritardo, a condizioni ben più vantaggiose, il passeggero di volo viene rimborsato“. La sentenza del giudice di pace rappresenta un precedente assoluto in Italia, una sentenza che si può, a ragione, definire “storica“. Ora intere schiere di automobilisti rimasti intrappolati nel traffico sulle autostrade italiane potrebbero ricorrere al giudice e farsi risarcire il tempo perso in auto o sul camion. Ma il presidente Il presidente del Codacons, l`avvocato Carlo Rienzi, frena: “Casi di questo tipo sono casi limite – spiega – Non tutti possono fare ricorso“. Rienzi, però, poi rilancia: “Il ministero dei Trasporti e delle Infrastutture dovrebbe prevedere un indennizzo automatico creando un apposito fondo. Servirebbe da incentivo alle autostrade per non pagare l`indennizzo attraverso una migliore qualità del servizio e gli utenti eviterebbero di trovarsi incolonnati per ore“. Kat. Per. mercoledì 19 settembre 2007.
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