7 Aprile 2009

Aveva annunciato una scossa disastrosa a Sulmona. Bertolaso: fandonie, non potevamo sapere

«L’avevo detto, il sisma era prevedibile»
L’accusa dello scienziato che misura i livelli di radon Aveva annunciato una scossa disastrosa a Sulmona. Bertolaso: fandonie, non potevamo sapere

 
 
ROMA. «Da Bertolaso vorrò le scuse per tutti i morti che ci sono stati all’Aquila». Si chiama Gioacchino Giampaolo Giuliani ed è il tecnico che nei giorni scorsi è stato denunciato per procurato allarme per aver annunciato un imminente terremoto in Abruzzo. Ma il capo della Protezione Civile Bertolaso, che la settimana scorsa si era scagliato contro chi «diffonde notizie false», non arretra dalla sua posizione. «Il sisma in Abruzzo – dice Bertolaso – non era prevedibile, anche se sappiamo che quella è una zona sismica e negli ultimi giorni ci sono state continue scosse. Ora purtroppo tanti "pontefici" diranno che si poteva prevedere, ma non è cosi». Tra questi "pontefici" c’è Giuliani, ricercatore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, che ha impiegato due anni per costruire uno strumento in grado di rilevare la presenza di un gas (il radon) che, sostiene da tempo, «ci permette di rilevare il precursore sismico che si presenta dalle 6 alle 24 ore prima di un terremoto». E’ stato lui che domenica 29 marzo, dopo la prima scossa di terremoto che aveva avuto come epicentro la zona di Sulmona, aveva allertato il sindaco di Sulmona Fabio Federico, il commissariato del capoluogo e la polizia municipale sostenendo che nel pomeriggio ci sarebbe stata una scossa di una intensità superiore. Di qui la denuncia per procurato allarme arrivata dopo una riunione d’urgenza della Commissione grandi rischi della protezione civile e dopo che alcuni «banditori» erano andati in giro per la città con il megafono, invitando la popolazione a uscire di casa. Intanto martedì 31 marzo anche il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, se l’era presa con «alcuni imbecilli che si divertono a diffondere notizie su scosse serie in arrivo». E ora divampa la polemica.  Il Codacons parla di «una tragedia annunciata» e ha sporto denuncia contro ignoti per concorso in strage. Anche secondo Antonio Di Pietro, Giuliani andava ascoltato e la senatrice radicale del Pd, Donatella Poretti, ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e dell’Università per chiedere se quello lanciato la settimana scorsa fosse un falso allarme o un metodo scientifico da sostenere. Sul social network Facebook intanto da ieri fioccano i gruppi che solidarizzano col tecnico e addirittura propongono che diventi il nuovo capo della protezione civile. Sono nati i gruppi su «Giuliani eroe nazionale», «Chiedere scusa a Giuliani», «Solidarietà per Giuliani», «Giuliani aveva ragione sul terremoto». Gli scienziati invece si dividono. «Nessuno al mondo poteva prevedere il terremoto di questa notte» sostiene Alberto Basili, dirigente del Centro nazionale terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Prevedere i terremoti basandosi sull’analisi del radon è una possibilità allo studio «ma questo strumento di previsione non è ancora pronto» sottolinea poi Federica Quattrocchi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. E c’è anche tra gli esperti chi ricorda che, sulla base delle previsioni di Giuliani, bisognava sgomberare Sulmona otto giorni fa. Se lo si fosse fatto, quindi, molto probabilmente gli sfollati sarebbero stati portati all’Aquila e oggi sarebbero sotto le macerie. Michelangelo Ambrosio, dirigente dell’Istituto di fisica nucleare di Napoli si schiera invece con Giuliani e punta il dito contro chi «trascura le applicazioni di nuove tecnologie solo perché proposte da ricercatori non appartenenti allo establishment preposto».
 
 
 
 
 
 

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