28 Ottobre 2010

Avetrana in tv, si muove il Garante Ha deciso di cacciare chi staziona davanti a casa Misseri

La procura di Taranto «Non ci sono altri indagati» Privacy, aperta un’ istruttoria su Sarah.

E Pizzetti invoca l’ intervento dei magistrati inquirenti
   La procura di Roma indaga su Street View

L’ interrogatorio di Misseri può fare implodere l’ inchiesta», dicono sicuri gli esperti nei corso dei processi-talk show, o viceversa. Ma è un aspetto che ora inquieta anche gli investigatori. Di certo è lo zio assassino reo-confesso s’ è ormai convinto di avere ancora buone carte da giocare per ridurre ruolo e responsabilità nell’ omicidio di Sarah. L’ appuntamento con i pm di Taranto (che hanno dichiarato: «Non ci sono altri indagati») non è stato ancora fissato ma potrebbe già essere domani o per l’ inizio della prossima settimana. L’ avvocato d’ ufficio Daniele Galoppa aspetta anche lui. "Non so che piega prenderà il confronto, so che intende ritrattare la violenza post mortem". Sul ruolo di Sabrina, mistero totale. Michele Misseri ha già dato sei versioni del delitto, cinque senza la figlia, l’ ultima potrebbe cambiare ancora il quadro. Come? O a un ritorno alla prima versione («Ho fatto tutto da solo»), oppure alla seconda («Sabrina mi ha portato Sarah). Infine la terza: «Sono innocente, ho solo fatto sparire il cadavere». Come aveva già fatto trapelare dall’ isolamento del carcere nei primi giorni dopo l’ arresto. Il destino di Sabrina è nelle mani (anche) si un software, l’ Analyst Tetrast. Consente di incrociare i dati dei tabulati, alla ricerca di Sms inviati, ricevuti, quando e da dove. E le telefonate. Gli investigatori fanno sapere che, per chiarire in modo definitivo questo aspetto, ci vorrà ancora una decina di giorni. Dopo che verbali, audio e cartacei, documenti e immagini in teoria protette dal segreto istruttorio sono passate su tutti i media, siti web compresi (secondo lo schema già applicato per il caso di via Poma, quando una tv anticipò i risultati delle analisi dei reperti ancora ignoti persino al pm titolare dell’ inchiesta) il Garante della privacy ha aperto un’ istruttoria su una fuga di notizie di proporzioni mai viste prima. Il Garante Francesco Pizzetti, a margine di un convegno in corso a Gerusalemme, ha aggiunto: «Io penso comunque che il fenomeno che s’ è scatenato ad Avetrana è di una dimensione tale che deve interessare e interrogare prima di tutto i magistrati inquirenti, perchè ovviamente la pubblicazione di verbali e addirittura registrazione audio configurerebbe un classico caso di fuga delle prove». Nel mirino, in particolare le tv, ieri «sfrattate» dal sindaco dai dintorni della villa dei Misseri e dalla casa della mamma di Sarah. Secondo il Codacons, il Garante s’ è «rivolto a Rai, Rti, Sky e Telecom per avere informazioni». Nella lettera – prosegue la nota – si legge che «nell’ ambito di una istruttoria preliminare, si invitano gli editori a voler specificare se hanno diffuso i dati concernenti le indagini sull’ omicidio di Sarah Scazzi e, in caso affermativo, a far pervenire, entro il 4 novembre le proprie osservazioni». Conclude il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli: «Contenti che il Garante abbia deciso di approfondire la questione, anche rispetto alla diffusione di particolari sulla vicenda ritenuti eccedenti. Ci domandiamo, infatti, se era indispensabile rendere noti alcuni dettagli, superflui ai fini dell’ indagine ma raccapriccianti. Il quesito principale, comunque, resta il seguente: chi ha dato alla stampa le registrazioni audio degli interrogatori». E ora Donzelli si rivolge direttamente al ministro della Giustizia, Alfano: «Aspettiamo il suo intervento per fare chiarezza». La procura di Roma ha aperto un’ inchiesta su Google Street View, il sistema che consente di vedere dal proprio computer, in tre dimensioni, ogni parte del mondo. Il fascicolo, che contempla l’ ipotesi di reato di interferenza illecita nella vita privata, è al momento contro ignoti. I magistrati intendono verificare se l’ opzione presente sulle pagine internet del più diffuso motore di ricerca capti o meno informazioni sensibili e riservate durante il percorso fatto dalle auto di Google. «La raccolta accidentale di dati wifi da parte delle auto di StreetView – ha detto Google – è stato un errore del quale siamo profondamente spiacenti e per cui ci scusiamo».

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