10 Maggio 2017

«Avete vinto una bella vacanza» Ma devono pagare 20mila euro

«Avete vinto una bella vacanza» Ma devono pagare 20mila euro

la surreale vicenda di una coppia che ora si è rivolta al codacons
di LUCA SOLIANI «NON abbiamo neppure avuto il coraggio di dirlo a genitori e amici. Ci sentiamo vittime di un raggiro ma proviamo troppa vergogna per essere stati così stupidi…». A parlare è una coppia di quarantenni modenesi che teoricamente aveva vinto una vacanza ma che nella realtà si è trovata ad aver sottoscritto un ‘contratto’ fino al 31 dicembre 2053 pagato a rate con un finanziamento da oltre 20mila euro, ai quali vanno aggiunti 400 euro ogni anno. Tornare indietro non è così semplice, per usare un eufemismo. Per cercare di farlo si sono rivolti a Codacons Modena che ha già mobilitato i propri legali, presentato una denuncia in procura e una segnalazione all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. «A mente fredda ci chiediamo ancora come abbiamo fatto a firmarlo, ma ripensando a quel giorno provo sensazioni sgradevoli: è come se ci avessero ipnotizzato con fiumi di parole e condizioni ambientali particolari», inizia a spiegare la donna. ‘Quel giorno’ è quando, insieme al marito e al figlio di 10 anni, si è recata in un hotel modenese per ritirare il bonus promesso telefonicamente «da un sedicente operatore di società del settore turismo». ‘Il suo nominativo è stato estratto a livello provinciale e ha vinto una vacanza’, le aveva annunciato due giorni prima una voce gioiosa al telefono. I coniugi non ci hanno pensato un secondo e si sono recati a ritirarlo. In una sala dell’ albergo si sono trovati insieme ad almeno un’ altra decina di coppie, tutte (teoricamente) vincitrici. «Dopo alcuni minuti si è avvicinato un rappresentante di una società romana e consegnato un buono vacanza da passare a Sassari – il racconto -. Abbiamo spiegato di non essere certi di poterne usufruire perchè avevamo già prenotato e versato una caparra da 700 euro». Ma è stato l’ inizio della situazione che è persino riduttivo definire kafkiana. «Ci ha risposto che il buono vacanza appena consegnato avrebbe coperto totalmente quella somma – proseguono -. Ma così non naturalmente è stato». E non solo. Nel giro di 24 ore, i coniugi sono stati convinti a firmare una serie di documenti e contratti – per una somma superiore ai 20mila euro – che avrebbe permesso loro di trascorrere una settimana (gratis) all’ anno in una località sarda o calabrese. E di poter scegliere poi altri soggiorni in diverse località turistiche nel mondo a prezzi scontati, ma neanche tanto. «Fino ad oggi non abbiamo usufruito neppure del viaggio di una settimana in Italia – rivelano – perchè in loco saremmo obbligati a partecipare a un colloquio informativo della durata di 90 minuti e siamo spaventati dalla possibilità di essere costretti a sottoscrivere altri documenti. E se lo saltiamo siamo obbligati a pagarci il soggiorno. Meglio stare a casa». Fino a ora hanno pagato tutte le rate previste dal finanziamento, «sennò veniamo segnalati alla Centrale Rischi (CRIF) come cattivi pagatori, compromettendo così le possibilità di ottenere finanziamenti in futuro». «Oltre al danno, la beffa – sottolinea Fabio Galli (Codacons) -. Basti sapere che nell’ accordo figurano tre società che hanno sede a Leeds (Uk), in Svizzera e a Roma. Pare essere stato studiato tutto a tavolino, con una serie di scatole cinesi, per cercare di nascondere le responsabilità che riteniamo molto gravi. Ma noi andremo fino in fondo».
luca soliani

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