23 Luglio 2007

“Avessi saputo che si scioperava, credo che oggi me ne sarei stato a casa anch`io“

“Avessi saputo che si scioperava, credo che oggi me ne sarei stato a casa anch`io“. La franchezza disarmante dell`addetto all`assistenza passeggeri alla Stazione centrale di Bologna la dice lunga su quanto la coda, locale e per molti ignota, di uno sciopero nazionale che era stato solennemente revocato abbia, ieri, spiazzato moltissimi. Perfino tra gli stessi lavoratori. In ogni caso, le astensioni decise (o meglio, mantenute) a livello regionale in Piemonte, Liguria, Emilia e Toscana dagli addetti a diversi servizi hanno certamente contribuito ai disagi già innescati da un`altra giornata di calore rovente lungo i binari nazionali. Solo a Bologna, dove hanno aderito alla protesta i settori passeggeri, vendita (cioè biglietterie e capitreno, per quanto riguarda i treni di linea) e cargo, sono saltati almeno cinque Intercity, e hanno visto accorciata la loro corsa vari Eurostar con destinazione finale più a Nord. Altri treni con obiettivo Torino sono stati invece bloccati a Piacenza, a causa delle astensioni piemontesi. A fare il resto ci ha pensato – come capita da un po` di giorni – il caldo torrido. Con un Eurostar diretto a Roma costretto ad un pit stop inatteso di circa un`ora a Foggia (la rottura dell`impianto di aria condizionata aveva messo letteralmente in ginocchio i passeggeri), e i rallentamenti, abituali ormai in questo periodo, nelle tratte dove le alte temperature potrebbero deformare i binari, e prudenzialmente la velocità dei convogli viene quindi ridotta al limite di cento chilometri orari. Un colpo di freno per il quale, ieri, il Codacons ha addirittura chiesto una proporzionale riduzione dei prezzi dei biglietti. Ma come può accadere che a uno sciopero nazionale revocato dopo un accordo sottoscritto tra ministero dei Trasporti, Fs e tutti i sindacati presenti al tavolo (il solo Sdl, forte nel trasporto aereo, ma decisamente assai meno nel settore ferroviario, e neppure accreditato per le trattative, aveva mantenuto il punto) subentrino poi agitazioni a livello locale, vero colpo basso per le utenze extra regionali? “Perché in realtà – spiega Alberto Cassandra, dalla segreteria generale della Filt Cgil – non si è trattato di subentro, ma di ritorno all`origine. Le agitazioni locali erano state evidentemente dichiarate prima dello sciopero nazionale, e per problemi legati alle singole aree regionali. Finite sotto la “coperta“, diciamo così, dell`astensione nazionale, sono tornate alla luce dopo che questa è caduta, non essendo state revocate“. Anche perché sono ormai agli sgoccioli le date ancora possibili per scioperare. Tutto regolare, dunque? Conferma il presidente della Commissione di garanzia della legge sull`attuazione della legge sullo sciopero, Antonio Martone: “Astensioni proclamate per tempo, ed entro il periodo consentito. Che, come si sa, finirà tra poco, con l`inizio delle franchigie estive“. Le quali scatteranno dal 27 luglio e dureranno fino al 5 settembre. E che terranno e verranno rispettate, secondo Martone, il quale non vede profilarsi altri scossoni inattesi all`orizzonte, né per chi viaggia in treno, né per chi in agosto prenderà l`aereo: “Non credo proprio – arguisce – che i sindacati vogliano aprire altre falle nello scafo già scosso di Alitalia“. Possibili, invece, limitate azioni di protesta riguardanti il trasporto locale su gomma. Agosto abbastanza sereno, dunque. “Ma settembre – ammonisce il garante – si profila già ben più complicato. Abbiamo astensioni programmate fin dal 6, cioè il primo giorno utile dopo la tregua“.

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