11 Maggio 2021

Avellino, timore di contagi nelle scuole: il sindaco rispedisce tutti in Dad e viene denunciato alla Procura

 

di Piero Rossano Ad Avellino il sindaco Gianluca Festa è finito sotto accusa dopo le due ultime ordinanze in tema di contenimento dei contagi da Covid-19 attraverso le quali ha disposto nuovamente la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado fino al 15 maggio. Le ordinanze, la 990 e la 991 del 9 maggio, dispongono infatti il ritorno alla didattica a distanza per gli studenti di tutte le superiori cittadine tenuto conto dell’andamento dei contagi in special modo in alcuni centri della provincia dai quali provengono i ragazzi che hanno scelto gli indirizzi scolastici del capoluogo. Per questo motivo non solo i genitori «No dad» ma anche l’Unione consumatori hanno preso posizione nelle ultime ore, annunciando anche denunce.

Alla procura della Repubblica presso il tribunale di Avellino si è già rivolto, intanto, il Codacons della Campania che in una breve nota diffusa in mattinata e firmata dal presidente regionale, l’avvocato Matteo Marchetti, che ha provveduto a denunciare per interruzione di pubblico servizio e per abuso d’ufficio il sindaco Festa. «Avellino — fa notare Marchetti — è l’unico caso d’Europa dove le scuole non hanno riaperto in presenza. Su questa vicenda abbiamo sollecitato un intervento anche della Prefettura di Avellino». Il sindaco Festa giustifica i suoi atti con la perdurante «presenza di cluster in numerosi comuni della provincia di Avellino» e con la necessità di «assicurare il maggior grado di sicurezza sanitaria nel contesto di riapertura di attività in presenza» anche nelle scuole superiori, prevedendo deroghe per gli alunni con disabilità fisica e per esperienze di laboratorio.

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