Avellino, il sindaco tiene chiuse le superiori: il Codacons lo denuncia
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fonte:
- la Repubblica
di Pierluigi Melillo Prima la lite con il prefetto, ora la denuncia del Codacons Campania che porta il sindaco Festa in tribunale. Ad Avellino la perdurante chiusura delle scuole superiori è ormai un caso. Lezioni ancora in Dad in tutti i licei della città, nonostante il via libera del governo e della regione. «Solo in India hanno le scuole chiuse, Avellino è l’unico caso in Europa», denuncia Matteo Marchetti, vice- nazionale e legale dell’associazione secondo il quale «è incredibile che il sindaco di Avellino, una condizione di assoluta sicurezza, nel momento storico in cui c’è il più basso numero di contagi da ottobre scorso, si permetta di tenere chiuse le scuole. Non c’è nessuna motivazione sanitaria alla base della decisione dell’amministrazione comunale». Nell’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Avellino il Codacons ipotizza i reati di interruzione di pubblico servizio e abuso d’ufficio «Mi auguro che anche il prefetto faccia i suoi passi», insiste Marchetti. In effetti la rappresentante del governo, Paola Spena, si era già mossa, inviando un duro monito al sindaco nelle scorse settimane. «Ritengo che sia particolarmente penalizzante – aveva ribadito il prefetto, non nascondendo la sua irritazione – continuare a negare ai ragazzi la possibilità di tornare in classe. Per altro i dati che abbiamo ci dicono che le scuole possono riaprire anche ad Avellino». Ma non la pensa così il sindaco Festa, che minimizza lo scontro con il prefetto e non è per nulla preoccupato dall’attacco del Codacons. «È democraticamente giusto – nota il primo cittadino di Averlino – che ognuno esprima la sua opinione, ma io faccio il sindaco. Il prefetto? Interpreta giustamente il suo ruolo da portavoce del governo, per la verità ho condiviso il contenuto della nota che mi ha inviato come esortazione ma alla fine la scelta è mia». Il ra- del sindaco è chiaro: gli studenti degli istituti superiori per quasi il 70 per cento, all’incirca sei- arrivano dalla provincia, dove ci sono diverse realtà ancora con troppi focolai da Covid. Proprio ieri l’Asl ha segnalato 124 nuovi positivi su 1.108 tamponi effettuati, con comuni che fanno registrare situazioni preoccupanti come Montella, Caposele, Avella e diversi centri della Valle Ufita. «Non voglio vanificare il grande lavoro che ha fatto la mia comunità – ribadisce Festa – in molti Comuni dell’hinterland si registrano cluster e contagi. Elementi che mi inducono a tenere chiuse le scuole superiori. Tra qualche giorno però potremmo avere qualche novità». Non si esclude, dunque, che a fine settimana il sindaco decida di non prorogare l’ordinanza di chiusura e di dare l’ok alla presenza degli alunni in classe al 50 per cento. Decisione comunque, che non placa la protesta del Codacons: «Se riapriamo il 18 maggio – accusa Marchetti – non ha più senso, siamo troppo vicini alla fine dell’anno scolastico. Siamo incappati in un sindaco che ha commesso un reato, un reato che dovrebbe essere perseguito con un rito abbreviato. La procura vuole indagare il sindaco di Avellino per interruzione di pubblico servizio? Questo andiamo a vedere, per questo abbiamo approntato la denuncia». Stavolta il Codacons ha scelto di non percorrere la strada del ricorso al Tar, che aveva consentito nei mesi scorsi di dichiarare illegittima un’ordinanza regionale che bloccava la riapertura delle scuole. Marchetti spiega: «Noi agiamo ritenendo che ci sia un reato da perseguire. A contestare il provvedimento amministrativo dovranno essere le famiglie degli studenti, davanti al Tar. Andassimo noi non avremmo la titolarità per proporre il ricorso».
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