Avellino, il sindaco non riapre le superiori: lezioni solo in Dad
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fonte:
- la Repubblica
Incurante dei richiami del prefetto e per nulla intimorito dalla denuncia presentata dal Codacons alla Procura per interruzione di pubblico servizio, il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, continua ad essere l’unico primo cittadino in Campania che non ha ancora riaperto le scuole superiori. «Farò di tutto per tutelare la sa- della mia comunità», ribadisce il sindaco nell’ultima diretta social, giustificando la nuova ordinanza – che proroga per un’altra settimana le lezioni in dad – con l’alto numero di contagi che si registrano tra Avellino e i comuni dell’hinterland Preoccupano i nuovi focolai segnalati tra Mercogliano, Avella e Quindici. «Ma Avellino è l’unico caso in Europa, questo punto, visto che le denunce non sono bastate, ci rivolgeremo al presidente del Consiglio Mario Draghi», annuncia Matteo Marchetti, vicepresidente nazionale e legale del Codacons; che insiste: «Qui si calpestano tutte le norme e i provvedimenti governativi, in disprezzo di tutti i dati sanitari contravvenendo alle indicazioni prefettizie: a questo punto è giusto avvertire il governo, occorrono dei provvedimenti urgenti». Eppure studenti e prof sono tutti schierati con il sindaco Festa. «Tra il Codacons che mi denuncia e la salvaguardia della salute dei miei ragazzi, delle famiglie e dei docenti, io sto dalla loro parte», spiega Festa, forte del sostegno dei 37 studenti rappresentanti degli istituti scolastici che nei giorni scorsi, in un appello pubblico, avevano chiesto al sindaco di non riaprire le scuole e di poter terminare l’anno scolastico in dad per avere più garanzie di sicurezza per settembre quando si riprenderà l’attività didattica in presenza. «Non ci sono le condizioni per tornare in classe, siamo a poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico. Troppi rischi. Non ne vale la pena», avevano scritto gli studenti nel loro appello. Il 70 per cento degli alunni delle superiori arriva dai comuni della provincia: 5.802 su un totale di 8426 iscritti. Al di là del problema virus che continua a circolare non è stato finora neppure risolto il problema relativo al piano trasporti. Ma c’è rabbia tra i genitori e i comitati che in questi mesi si sono battuti per riaprire le scuole. Ad Avellino gli studenti delle superiori sono rimasti in classe quest’anno solo 21 giorni. L’ultima riapertura di licei e istituti professionali risale al 16 ottobre scorso. «È ormai una situazione intollerabile perché si dà un segnale brutto a una generazione, unica in Europa, restare indietro. ragazzi si sono abituati a non andare più a scuola. Assurdo che tutta la città è aperta e solo le scuole superiori sono chiuse», dichiara Marianella Pucci, rappresentante dei genitori che si battono per porre fine alle lezioni in dad. Ma sinora non c’è stata nessuna mobilitazione in città rispetto alle scelte del sindaco. Un’indifferenza che ha sorpreso il prefetto Paola Spena, che già lo scorso mese aveva invitato Festa a rivedere le sue decisioni, adeguandosi alla linea del governo. «Mi sorprende nota il prefetto – che non ci siano iniziative delle famiglie, vuol dire che anche a loro va bene così». Or- mancano poco più di tre settimane alla fine dell’anno scolastico. Chissà se il sindaco farà tornare in classe almeno gli studenti che dovranno sostenere l’esame di maturità.
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