10 Ottobre 2020

Avanti tutta con i monopattini in sharing

Avanti tutta con i monopattini in sharing. Tra la seconda metà di ottobre e il mese di dicembre a Firenze ne arriveranno 900, che il Comune farà dislocare dal centro alla periferia della città. E saranno tutti georeferenziati, per prevenire furti e controllarne la velocità. Le aziende che hanno ottenuto il via libera tramite il bando di Palazzo Vecchio sono tre: l’ Adduma, che è già presente con le sue auto elettriche, la Bit Mobility e Reby Italia, che ne metteranno in campo circa 300 a testa. «Rispetto alla normativa nazionale, insieme agli altri assessori alla Mobilità delle Città metropolitane, abbiamo avanzato una serie di richieste al governo sulla sicurezza – spiega l’ assessore Stefano Giorgetti – Come la riduzione della velocità massima da 25 a 20 chilometri orari, targa e assicurazione obbligatori, due proposte, queste ultime, lanciate da Firenze, formazione nelle scuole e casco obbligatorio per tutti (ora il casco devono indossarlo solo i ragazzi dai 14 ai 18 anni, ndr )». Proprio sull’ obbligo della targa e dell’ assicurazione per i monopattini bisogna registrare l’ appoggio da parte del Codacons che, dopo aver lodato l’ iniziativa partita dalla giunta Nardella, chiede un po’ più di coraggio: «Al momento non esistono regole adeguate a garantire la sicurezza stradale sul fronte dei monopattini e pochissimi sono i controlli. Bisogna installare limitatori di velocità e dispositivi in grado di bloccarne l’ utilizzo in caso di trasgressioni». In vista dell’ inizio dello sharing, previsto dal 19 ottobre, il Comune già la prossima settimana farà partire una campagna informativa, rivolta soprattutto ai giovani, he prevede una serie di regole da seguire. Coloro che «affitteranno» un monopattino non potranno trasportare altre persone, animali o oggetti (comprese le buste della spesa), salire sui marciapiedi, dovranno rispettare i limiti di velocità (che nelle aree pedonali sarà di 6 chilometri orari), e condurre questi piccoli mezzi solo su piste e corsie ciclabili o al massimo su strade urbane dove il limite non supera i 50 chilometri orari. E poi, da mezz’ ora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dell’ oscurità e di giorno, quando le condizioni atmosferiche richiedano l’ illuminazione, i conducenti hanno l’ obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità (in caso di violazioni: sanzione amministrativa da 50 a 200 euro). Dopo un periodo di rodaggio, la polizia municipale provvederà a sanzionare tutti coloro che violeranno le regole, con multe e, nei casi più gravi, il sequestro del mezzo. Ma lo stesso assessore Giorgetti, sull’ invasione di monopattini a Firenze, non nasconde le sue perplessità: «Noi siamo molto preoccupati, ecco il motivo per cui stiamo cercando di portare avanti alcune nostre iniziative che, se avranno il disco verde da Roma, apporteranno benefici in termini di sicurezza». Perché il monopattino, come nelle metropoli europee e italiane, lo usano quasi tutti. E qui nasce il problema di fondo. Dato che molti non lo sanno nemmeno guidare. Il monopattino tecnicamente è equiparato alle leggi (della strada) della bici. Solo che è molto più complesso da portare in giro anche perché viaggia rasoterra: è comodo, sì, ma ha ruote grosse come monete da 2 euro. E se le strade, come quelle del centro di Firenze, hanno le buche in molti si rifugiano sul marciapiede, scatenando la rabbia di chi va a piedi. Basta fare un giro nell’ area Unesco per imbattersi in «missili» che sfrecciano senza tener conto di auto e di chi passeggia. «Ecco il motivo per cui dalla prossima settimana partirà la nostra campagna – conclude Giorgetti – Ma noi puntiamo soprattutto sulla formazione perché il monopattino non è un gioco ma un veicolo di trasporto a tutti gli effetti».
antonio passanese

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