21 Agosto 2002

Autunno caldo: il carovita e le retribuzioni

Autunno caldo:
il carovita
e le retribuzioni

«Il governo difenda le buste paga»

I sindacati: irrealistica l?inflazione 2003 all?1,4%, nei contratti chiederemo di più

MILANO – Mentre infuria la polemica sui rincari ingiustificati dei prezzi i sindacati chiedono al governo di rivedere l?inflazione programmata per il 2003. L?1,4% di incremento fissato dall?esecutivo nel Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) viene considerato infatti da Cgil, Cisl e Uil, ma anche da Ugl e Cisal, un livello troppo lontano dalla realtà, «un dato di fantasia», per usare le parole dell?organizzazione di Sergio Cofferati. I sindacati puntano invece a una cifra intorno al 2% (il mese scorso il carovita, secondo l?Istat, si è attestato al 2,2%). In ballo, considerando il mezzo punto di differenza fra le due stime e un reddito di 20mila euro, c?è una cifra che oscilla sui 100 euro da guadagnare o perdere nei prossimi rinnovi contrattuali.
«Abbiamo sempre detto che l`1,4% del Governo è inaccettabile. Su questo, credo, i sindacati avranno una posizione unitaria», ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. A settembre, quando riprenderà il confronto con il Governo, una delle priorità, continua il leader della Uil, sarà quindi quella di un «controllo più adeguato» dei prezzi. «Tanto più – continua Angeletti – che lo prevede il Patto per l`Italia» dove, precisa, c?è «un impegno a reagire in modo tale che i prezzi non superino l`inflazione programmata».
Intanto il polverone sul carovita si fa sempre più fitto. L?Intesa dei consumatori (Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori) chiede un incontro urgente con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per valutare quale sia la crescita reale dell?inflazione, che secondo l?organizzazione è molto più alta di quella ufficiale. Secondo le cifre dei consumatori una famiglia di ultra 65enni senza figli con un reddito di circa 18.000 euro annui, avrà una decurtazione del reddito dovuta agli aumenti di 720 euro. È necessaria quindi, continua l`Intesa, un`azione forte per calmierare i prezzi, anche attraverso veri patti con le categorie produttive interessate, a partire dai commercianti (il 28 agosto i consumatori vedranno la Confesercenti).
L?Eurispes e otto associazioni dei consumatori invece da gennaio – dopo tre monitoraggi di prova in autunno sui prezzi dei libri scolastici, sull?Università e sui consumi di Natale – metteranno a punto un nuovo campione di beni e prezzi per lanciare un nuovo indice sul carovita alternativo a quello dell?Istat. Anche i sindacati chiedono al governo una revisione del paniere «per renderlo più attinente alla spesa delle famiglie» e «un monitoraggio dei prezzi, prima di tutto sulle aziende pubbliche». No però all?ipotesi di nuovi panieri. Nel frattempo la grande distribuzione respinge le accuse di aumenti ingiustificati: da noi, assicurano le catene principali, nessun rincaro.
L?Istitutto di statistica, sotto il tiro delle bordate dei consumatori e dell?opposizione, respinge le accuse e si dice disponibile a migliorare il paniere per la rilevazione dei prezzi. Ma poi avverte: basta con gli allarmi e attenzione: più si parla di inflazione più si rischia che, per il gioco delle aspettative, i prezzi si surriscaldino.
Infine anche sul fronte politico la polemica sul costo della vita monta. Il Verde Alfonso Pecorario Scanio sostiene che siamo di fronte a una «eurotruffa del governo: i dati sono truccati per imbrogliare gli italiani». E per questo, aggiunge, la questione deve essere affrontata da un vertice dell?Ulivo. Mario Lettieri della Margherita invece accusa l?esecutivo di non aver fatto niente per bloccare i rincari e chiede «il blocco dei prezzi e delle tariffe almeno per i generi e i servizi essenziali».

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