19 Marzo 2011

Autovelox truccati Maxitruffa milionaria in almeno 146 Comuni

Autovelox truccati Maxitruffa milionaria in almeno 146 Comuni
 

Uno dei tanti autovelox presenti sul territorio italiano Di mestiere faceva il noleggiatore di autovelox per i Comuni. Autovelox truccati per rilevare una velocità superiore rispetto a quella realmente praticata dai malcapitati automobilisti. Una percentuale sull’ introito della sanzione la teneva per sé, e una la girava ai funzionari pubblici spesso compiacenti dai quali aveva ricevuto in appalto la gestione del servizio. Lui è Diego Barosi, sessantenne di Mantova da anni residente a Desenzano del Garda (Brescia). Una vecchia conoscenza delle Procure italiane che dal 1995 indagano sul suo conto. Ora i suoi affari milionari sono finiti nel mirino della Guardia di Finanza di Brescia che pare abbia scritto la parola fine in calce a una vicenda in parte già venuta alla ribalta grazie alla trasmissione «Le Iene». Dopo cinque anni di ricerche i finanzieri hanno denunciato Barosi e 4 complici per associazione a delinquere, truffa, frode, fatture false, bancarotta fraudolenta. Indagate anche 558 persone (tra cui appunto 367 dipendenti comunali) per truffa, corruzione e turbativa d’ asta. Il capillare sistema degli autovelox tarati al rialzo, così da rilevare una velocità media superiore di un 15-17%, ha fruttato 82mila contestazioni per un valore di 11 milioni e mezzo di sanzioni illecitamente appioppate. Nella lunga carriera di noleggiatore Barosi ha avuto a che fare con un migliaio di Comuni. «Tutti centri medio-piccoli, tra i 5mila e i 10mila abitanti, sparsi da Nord a Sud – chiarisce il comandante delle Fiamme gialle di Desenzano, Stefano Sartorato -. In 146 amministrazioni abbiamo riscontrato anomalie». L’ ipotesi investigativa, emersa in parallelo in una inchiesta avviata a Sala Consilina, nel Salernitano, è che la sua ditta, la «Garda segnale», gestisse una cinquantina di apparecchi. Solo due erano omologati. Gli altri riportavano le matricole clonate degli unici due regolari, apparentemente ubiqui sul territorio nazionale. Dati falsi riportati nelle contravvenzioni, che gli automobilisti non potevano così contestare. Per catalizzare più appalti possibile Barosi apriva e chiudeva società di continuo, ottenendo incarichi grazie a finte gare partecipate perlopiù da società riconducibili a lui. Il flusso di denaro veniva quindi investito nel «mattone». Dietro il noleggiatore i finanzieri hanno scoperto un impero immobiliare: 246 proprietà, di cui 51 sequestrate. In molti casi il sistema, sfociato in 18 milioni sottratti alle tasse e un’ evasione di altri 13, era di acquistare senza pagare e poi rivendere subito. Nella lista figuravano un cinema, un albergo, un villaggio turistico individuati tra le province di Vicenza, Verona e Foggia. Il Codacons ha chiesto l’ intervento del governo: «Molti consumatori non sapendo che le multe erano illegali e le apparecchiature truccate hanno pagato le multe e ora non possono più presentare ricorso né al Prefetto né al giudice di pace». 558 i denunciati Fra questi 367 funzionari pubblici indagati per associazione a delinquere, frode fiscale, falsa fatturazione e bancarotta fraudolenta 82 mila multe Le violazioni illecitamente contestate sarebbero 82 mila con indebite richieste di sanzioni per 11,5 milioni di euro.
 
 
 

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