6 Agosto 2009

Autovelox truccati, 200 indagati tra sindaci e assessori

CASERTA · Gli apparecchi venivano nascosti lungo strade con limiti di velocità molto bassi

CASERTA Il sistema scoperto dalla procura di Santa Maria Capua Vetere era semplice ed efficace. Piazzare gli autovelox, che a volte venivano addirittura nascosti, lungo strade in genere non pericolose e con limiti di velocità talmente bassi da obbligare chi passava alla guida di un’auto a infrangerli. E quindi fare soldi con le multe letteralmente estorte agli ignari automobilisti. Un sistema che sarebbe stato adottato dal comune di Caserta e da altri 20 comuni della provincia e che ieri ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei nomi di più di 200 persone tra sindaci, assessori, comandanti delle polizie municipali e titolari delle società a cui era affidata la gestione degli autovelox, oltre che al sequestro delle apparecchiature. Le condotte contestate agli indagati riguardano le modalità di affidamento del servizio da parte dei comuni alle ditte private, la non corretta indicazione in bilancio delle somme provento delle sanzioni, le illecite modalità di rilevazione delle infrazioni. Ed ancora, l’omessa comunicazione alle competenti autorità delle infrazioni per il decurtamento dei punti e illeciti nel trattamento dei dati personali. I reati contestati riguardano la truffa, l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti, la falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, il rifiuto e l’omissione di atti d’ufficio. E poi, la soppressione, la distruzione e l’occultamento di atti veri, la violazione del codice della privacy per il trattamento dei dati personali. «Ho rischiato l’arresto per aver rimproverato i vigili urbani nascosti tra gli alberi dopo aver collocato tra l’erba, su ciglio della strada, un’apparecchiatura mobile di velocità», ha raccontato un agente di commercio, M.M., che per motivi di lavoro è costretto a percorrere le strade della provincia di Caserta e destinatario di alcune multe irregolari. M.M. cita il caso di un autovelox gestito dal comune di Caiazzo, sempre nel casertano. «Per un lungo periodo – ha detto – è stato sistemato in un tratto in discesa della statale, all’interno di un autolavaggio con i vigili nascosti nell’impianto».  Carabinieri e polizia stradale di Caserta hanno posto i sigilli a una trentina di autovelox, che sono stati anche coperti con dei teli neri, mentre l’associazione di consumatori Codacons ha chiesto di estendere a tutta Italia l’inchiesta sull’uso degli autovelox e di restituire agli automobilisti i soldi delle multe con gli interessi.

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