27 Giugno 2012

Autovelox sulla Milano-Meda «Pronti a una class action»

Autovelox sulla Milano-Meda «Pronti a una class action»

Christian Galimberti La rabbia di consumatori e artigiani esplode dopo il posizionamento dei due nuovi autovelox a Paderno Dugnano. Ora, contro il limite a 80 chilometri orari sulla superstrada Milano-Meda, si estende l’ idea di una class action punitiva, un’ azione legale collettiva nei confronti della Provincia di Milano – l’ ente che ha in gestione il collegamento tra la Brianza e la Metropoli – per consentire la velocità dei 90, il compromesso suggerito dai consumatori, se non i 110 chilometri orari pieni, quel che un’ extraurbana principale, come la Milano-Meda, prevede da codice della strada. La class action, già ipotizzata dagli imprenditori della Brianza milanese, anche in provincia di Como è ben vista dai consumatori del Codacons e dalle associazioni di categoria artigiane, penalizzate dal rischio di contravvenzioni. Falegnami e tappezzieri sono favorevoli alla sicurezza sulle strade. Ma amareggiati per l’ esistenza di un limite avvertito come assurdo. Pronti a dare battaglia «Sulla storia degli autovelox – ricorda Alberto Bergna , segretario provinciale di Cna Como – abbiamo già avuto alcuni ricorsi vinti per la presenza di un autovelox non segnalato sulla Valassina. I limiti di velocità servono non per raccogliere multe, ma per evitare incidenti. Un camion che va a 85 all’ ora non è paragonibile a una moto che arriva ai 200. La class action è una buona idea. Con Cna Como credo che parteciperemo a quello che poi vorranno organizzare i colleghi brianzoli. E i 90 all’ ora del Codacons sono il minimo della normalità, per una superstrada». Appare come prudente Confartigianato. «Sulla class action mi pare presto: non abbiamo al momento segnalazioni dei nostri soci – dice Alberto Caramel , direttore dell’ ufficio di Cantù – ma ricordo che è un momento in cui abbiamo problemi di infrastrutture enormi. La Milano-Meda è un’ arteria fondamentale. Bisogna almeno alzare il limite anche per abbreviare i tempi di trasferimento. Con le code, di questi tempi, chi da Mariano deve consegnare un mobile a Milano, probabilmente deve stare via tutto il giorno. Va bene la logica della sicurezza, ma l’ eccesso di zelo è penalizzante, per la gente che lavora». I consumatori non demordono I consumatori analizzano le motivazioni che già due anni fa, prima dei due autovelox fissi, portarono all’ abbassamento del limite. «Resta positiva l’ idea di una class action, anche se per contestare le multe bisognerà comunque rivolgersi al prefetto o al giudice di pace – premette Mauro Antonelli , Codacons – il limite degli 80 non ha senso. E la Prefettura, per l’ installazione dell’ autovelox, non ha avuto bisogno di dare il suo assenso. Proprio perché quella è una strada ad alta velocità». Dovrebbe. © riproduzione riservata.
 
 

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