13 Aprile 2010

Autovelox sotto inchiesta: “Serve solo per far cassa”

ROVIGO – «Quell’ autovelox serve solo a fare cassa, non prevenzione. Se l’ incrocio è pericoloso, meglio un semaforo o una rotatoria». La referente del Codacons di Rovigo, Chiara Crivellari, torna a chiedere una soluzione diversa per il tratto di tangenziale in cui, da un paio di anni, decine di automobilisti continuano a collezionare multe per cifre esorbitanti. La scorsa settimana la Procura di Rovigo, in risposta all’ esposto di un rodigino sanzionato più volte dallo stesso apparecchio, ha inviato la Finanza al comando dei vigili urbani, per un controllo dei verbali. Proprio ieri il Codacons si è presentato al giudice di pace rodigino, aggiungendo la notizia dell’ inchiesta alla documentazione allegata al ricorso di un rodigino multato due volte di seguito dall’ apparecchio incriminato. La linea scelta dall’ associazione fa pensare che l’ inchiesta della Procura potrebbe influenzare anche le numerose cause al giudice di pace, che finora ha respinto le richieste di sospendere le multe. In questo periodo il Codacons rodigino sta curando i ricorsi di una decina di persone. «Ma sono molti di più quelli che rinunciano a opporsi per paura di perdere tempo e soldi – racconta Crivellari -. Abbiamo anche messo a disposizione un modulo sul sito della Pastorale Giovanile di Rovigo, che è stato scaricato da 1.800 persone». Insomma, i casi sono tutt’ altro che isolati. Il più clamoroso riguarda un automobilista, seguito sempre dal Codacons, fotografato ben 11 volte nei primi mesi 2009, per un totale di quasi duemila euro di sanzione e 55 punti decurtati dalla patente. Anche in questo caso il giudice di Pace ha respinto la richiesta di sospendere la sanzione, nonostante l’ uomo si trovasse in condizioni economiche difficili. Dal 2008, secondo informazioni del comando dei vigili, l’ implacabile apparecchio scatta ogni giorno fino a 80 foto, che si traducono in una sessantina di multe, in genere per infrazioni di pochi chilometri sopra il limite dei 70 orari. Con decine di automobilisti multati più e più volte di seguito. Secondo il Codacons, la prima causa è la scarsa visibilità dell’ apparecchio in un punto in cui il limite di velocità scende da 90 a 70 orari. «I cartelli non bastano – dice Crivellari -. Occorrerebbero segnali luminosi o tutor, come è stato fatto lungo molte altre strade». E poi ci sono i tempi di consegna, fino a 5 mesi dallo scatto: in questo arco di tempo, molti ignari automobilisti continuano a infrangere il limite, collezionando multe. «Se è lì per fare prevenzione, non funziona. L’ unico modo per mettere in sicurezza quell’ incrocio è una rotatoria o un semaforo. Così l’ autovelox serve solo a fare cassa».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this