24 Marzo 2011

“Autovelox, restituite i soldi”

Il Codacons chiede un chiarimento sulla vicenda delle multe illegali

L’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia, che ha smascherato una truffa milionaria sull’utilizzo improprio di autovelox da parte di più Comuni italiani, ha anche coinvolto due centri del Calatino: Licodia Eubea e San Michele di Ganzaria. A denunciare questo stato di cose e, soprattutto, a chiedere l’intervento delle autorità competenti, ai fini di restituire denaro e punti ingiustamente sottratti agli utenti della strada-consumatori, è il segretario nazionale del Codacons, Franco Tanasi: "contro gli autovelox taroccati, bisognerà restituire il maltolto agli automobilisti". Questa, dunque, la linea di difesa che sta tracciando il Codacons, chiedendo l’intervento del Prefetto di Catania. "Nei casi in cui non siano ancora trascorsi i 60 giorni dalla data di notifica della multa – dice Franco Tanasi – si rendono indispensabili gli interventi, oltre del prefetto, anche degli enti da cui dipendono gli organi accertatori, affinché, mediante un provvedimento di autotutela, si provveda a restituire il maltolto ai consumatori". Il Codacons, di conseguenza, ha anche chiesto l’intervento del Governo.
Sulla spinosa vicenda non è stato possibile contattare il sindaco di S. Michele di Ganzaria. Il primo cittadino di Licodia Eubea, Nunzio Li Rosi ha invece così risposto: "Nel nostro caso, si tratta di uno strumento che abbiamo utilizzato in affitto per sei mesi; il contratto fu allora stipulato da un nostro dirigente. Dopo di che ne acquistammo un secondo che è di nostra proprietà, e non è quello coinvolto nell’inchiesta. Non abbiamo ricevuto richieste di rimborso da parte di utenti. Le sanzioni che furono allora rilevate erano poche e, in ogni caso, il personale di polizia municipale è stato sempre esiguo".
G. P.
 

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