“Autovelox, ora cancellate le multe”
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
Annullare le multe elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima. E’ quanto chiedono le associazioni dei consumatori che si dicono pronte a prestare assistenza a migliaia di automobilisti presentando ricorsi davanti ai giudici. Il riferimento è alla sentenza della Cassazione che ha prescritto che gli autovelox devono essere segnalati almeno 400 metri prima del punto di collocazione. «A Treviso non facciamo imboscate», ha detto l’assessore alla Sicurezza Andrea De Checchi. «E’ una sentenza di trasparenza sia per i controllori che per i controllati», ha commentato il presidente dei vigili urbani della Marca Maurizio Zorzi. La Cassazione in sostanza ha detto basta agli autovelox utilizzati in maniera scorretta, ossia al fine di rispondere alle esigenze di cassa dei Comuni e delle società private che hanno in appalto il servizio di rilevamento della velocita, e sottolinea che gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. Altrimenti gli stessi autovelox possono venire sequestrati dall’autorità giudiziaria e i titolari della società di rilevamento rischiano l’incriminazione per truffa. La Suprema Corte ha quindi confermato il sequestro di alcuni veicoli e autovelox della società «Speed Control» attiva in diversi Comuni calabresi senza che gli apparecchi fossero segnalati con chiarezza e in anticipo. Ad avviso dei giudici è corretta la tesi accusatoria della Procura di Cosenza in base alla quale l’attività di rilevamento così svolta «era intenzionalmente preordinata a trarre in inganno gli automobilisti, in contrasto con lo spirito della normativa in materia diretta a reprimere incidenti più che a reprimere». I supremi giudici ricordano che la circolare del ministero dell’Interno prescrive «la segnalazione almeno 400 metri prima del punto di collocamento» dell’autovelox. Invece il titolare della «Speed control» occultava gli apparecchi a bordo di macchine di sua proprietà e, a tradimento, incastrava gli automobilisti. Esultano le associazioni dei consumatori che invitano a fare ricorso. «Ora gli enti che hanno multato gli automobilisti saranno costretti ad annullare d’ufficio tutte le contravvenzioni elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima. In caso contrario i legali del Codacons sono pronti a prestare assistenza a migliaia di automobilisti presentando ricorsi davanti ai giudici di tutta Italia». Il segretario regionale del Codacons Francesco Tanasi analizza così la sentenza della Cassazione. Per il numero uno del Codacons la sentenza «limita il malcostume delle amministrazioni di utilizzare tale strumento di controllo della velocità unicamente con lo scopo di fare cassa, e non con la finalità di garantire la sicurezza stradale». Ma l’assessore alla Sicurezza De Checchi non ci sta a passare per colui che martella gli automobilisti per fare cassa. «I consumatori devono sapere che a Treviso nessuno ha mai fatto imboscate – spiega l’assessore – ritengo che gli strumenti che obbligano a moderare la velocità siano importanti. Rispettare i limiti garantisce tutti i cittadini. E’ evidente che gli autovelox devono essere ben segnalati, e infatti è quanto abbiamo sempre fatto a Treviso. Ora alla luce della nuova sentenza della Cassazione verificheremo se dovremo apportare modifiche alla segnaletica». Per Zorzi, presidente dei vigili della Marca, la nuova norma va a ribadire ciò che in realtà era già previsto. «E’ evidente che chi supera i limiti va sanzionato – spiega – ma chi eleva la multa deve farlo in modo corretto. Per cui non ci si deve nascondere dietro gli alberi o utilizzare auto civetta. In settori come questi si deve avere la massima trasparenza: sia chi deve essere controllato, ma anche chi deve controllare».
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