16 Febbraio 2009

“Autovelox, ok la censura del prefetto”

  I consumatori pronti a collaborare per rimuovere i semafori fuorilegge «Autovelox, ok la censura del prefetto»

 CASERTA ; L’iniziativa del Prefetto di Caserta, Ezio Monaco, che lo scorso dicembre ha «censurato » le amministrazioni comunali della provincia indicando alcune linee guida per il corretto impiego degli autovelox, fa da contrappeso alla classifica del «Sole 24 Ore» pubblicata lo scorso 10 febbraio e che colloca Caserta al secondo posto dopo Roma sul podio delle città italiane dove si elevano più multe. «A questa Prefettura — è scritto nella circolare — perviene un numero elevatissimo di ricorsi per l’annullamento di verbali di contestazione della violazione dei limiti di velocità. L’unico scopo dell’utilizzo di questi strumenti, deve essere quello di garantire la sicurezza della circolazione stradale. Non è ammissibile, pertanto, che i predetti strumenti di rilevazione automatica assumano invece diverse funzioni, in difformità dalla spirito e dalla lettera della normativa, divenendo in pratica soltanto una fonte atipica di incremento per le entrate comunali e finendo per non assolvere allo scopo per il quale sono stati previsti».  La nota prefettizia aveva ricevuto il plauso del presidente del Codacons di Caserta, avvocato Maurizio Gallicola, il quale, in una missiva inviata al Palazzo del Governo del capoluogo qualche giorno fa, ha anche offerto al prefetto Monaco la collaborazione dell’associazione dei consumatori per intervenire sul caso dei T-Red illegali. «Vista l’accertata illegalità di questi apparecchi in riferimento all’inchiesta della Procura di Verona —  scrive il Codacons di Caserta — sono a chiederle un incontro per valutare ed attuare l’immediata sospensione di tutti i T-Red nella provincia onde verificarne la conformità alle vigenti leggi».  Nella stessa missiva il Codacons suggerisce un rimedio per evitare il ripetersi del business con questi strumenti: ovvero «l’applicazione del principio della condanna delle spese per la parte soccombente e non compensazione peraltro senza motivazioni ». Intanto, gli interventi del prefetto finalizzati a contrastare gli abusi in questione da parte delle amministrazioni, a quanto pare, stanno dando i frutti sperati. Numerosi apparecchi posizionati in prossimità di cavalcavia o dossi, dietro alberi, pali o siepi, o nascosti in stradine periferiche senza essere preventivamente ed efficacemente segnalati sono stati rimossi ed è in via di completamento l’attività di ricognizione della collocazione dei dispositivi di segnalazione nell’ambito del territorio della Provincia, coordinata dal vice prefetto vicario, Franco Provolo.

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