Autovelox Milano, disastro del Comune: migliaia di multe annullate
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fonte:
- Sicurauto.it
Autovelox: tutti contro il Comune di Milano. La vicenda nasce a marzo 2014, quando vengono accesi sette nuovi autovelox fissi. L’accensione delle macchinette era prevista per inizio marzo, ma c’è stato uno slittamento dovuto alla cartellonistica, che non era perfettamente in regola. Sono quasi sempre tratti urbani di scorrimento col limite di 70 km/h, selezionati dal Comune nella lista di 23 arterie incluse nel decreto prefettizio del 2003. E in futuro altri punti di rilevamento della velocità, presidiati con stazioni mobili di telecontrollo. La questione Milano-autovelox è clamorosa per i 90 giorni di notifica non rispettati dal Comune. Che ha deciso di far cadere i 90 giorni per la notifica non dal momento in cui è stata effettuata l’infrazione, bensì da quello in cui i vigili visionano il fotogramma. In modo da ovviare al problema della mole di verbali conseguenti all’attivazione degli autovelox automatici. Una situazione penalizzante per i cittadini. L’articolo 201 del Codice della strada recita così: “Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall’accertamento, essere notificato all’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell’articolo 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell’accertamento”. Quindi, stando all’interpretazione del Comune, quei 90 giorni possono scattare da un qualsiasi momento: se il vigile esaminasse nel gennaio 2017 la foto di un’infrazione del’aprile 2014, i 90 giorni si conterebbero da gennaio 2017. Un’interpretazione capziosa della regola, a sfavore di chi guida, a beneficio di chi incassa, magari per ripianare i debiti del Comune. E infatti, adesso, i giudici di pace annullano le multe ai trasgressori. Che contestano la scelta di Palazzo Marino. Mentre i vigili si defilano.
E LA SICUREZZA? – Come riporta repubblica.it, i vigili avanzano qualche dubbio: “Non si capirebbe perché le immagini le possiamo visionare a nostro piacimento, per assurdo anche dopo uno o due anni dalla violazione”. Nemmeno troppo assurdo, a consultare gli archivi del Codacons e le sentenze di ricorsi – vinti – per violazioni contestate dopo dieci mesi. “È un criterio evidentemente illegittimo – spiega Nicola Castiglioni (Codacons) -. Ormai si sta affermando questa giurisprudenza”. “Tutto questo è un danno – dice la polizia locale – perché danneggia il cosiddetto valore educativo della sanzione e le finalità di sicurezza stradale. Non dimentichiamo che stiamo parlando di trasgressori. Ma così si mette in mano loro lo strumento per non essere puniti. E magari rifarlo un’altra volta. Per non parlare dei costi”. Durissimo anche l’intervento di Daniele Vincini (Sulpm, il sindacato vigili): “La verità è che il sistema andava rodato meglio, e se è vero che gli accertamenti non sono a norma di legge nonostante le spese per farli, per il Comune è un danno e una beffa. E poi anche la segnaletica è inappropriata, così diventano trappole per fare cassa”. Quindi: 90 giorni non rispettati, e cartelli non adeguati: complimenti.
UN BEL BUSINESS – Ma i ricorsi vinti sono una mazzata per il business del Comune: 5.000 trasgressori fotografati al giorno, un incremento di verbali che sfiorava i 300.000 in un anno. Volendo fare una media di 100 euro per verbale, siamo su 500.000 euro al giorno di incassi. Resta da vedere quanti soldi rimarranno in tasca al Comune, magari chiamato anche dai giudici di pace a rimborsare gli automobilisti: primo, la quarantina di euro per pagare la tassa allo Stato richiesta quando si ricorre; secondo, i danni da stress dovuti alle perdite di tempo, alle giornate lavorative buttate via, alle tensioni vissute per via dei 90 giorni non rispettati dal Comune. E adesso, come si muoverà Palazzo Marino: continuerà imperterrito a non rispettare i 90 giorni? Fra l’altro, più tardi si recapita la multa, e più alte sono le probabilità che l’automobilista ripeta l’infrazione. Ci sono cittadini che hanno ricevuto la multa dopo 215 giorni: pazzesco. .Almeno, all’epoca della giunta Moratti, il sindaco che ha preceduto Pisapia, il Comune – inondato di ricorsi anti-Ecopass – ammise parzialmente l’errore, non fece appello contro i trasgressori che vinsero il ricorso, e cambiò la segnaletica…
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