2 Novembre 2010

“Autovelox irregolari, fate ricorsi” L’ Aduc va alla guerra col Comune

DA REPUBBLICA.IT

Autovelox, scoppia la guerra tra l’ associazione dei consumatori Aduc e Palazzo Vecchio. Sulla base di presunte nuove conferme circa l’ assoluta irregolarità di quasi tutti gli autovelox di Firenze, l’ associazione dei consumatori Aduc rompe gli indugi e invita esplicitamente gli automobilisti a fare subito ricorso. Ma il capo dei vigili gela le speranze degli automobilisti: multe regolari, Aduc ha torto. "Fino a qualche giorno fa avevamo invitato alla cautela, perché l’ errore dell’ amministrazione comunale nel posizionare gli autovelox ci pareva talmente grossolano da meritare eventuali puntualizzazioni. Ma a questo punto non possiamo più attendere che i multati paghino il prezzo ingiusto di un multificio comunale che poco ha a che fare con la sicurezza. Infatti, una volta pagata la multa, non si può recuperare il maltolto". L’ associazione rivela di aver scritto al sindaco Matteo Renzi per chiedere spiegazioni, senza però ricevere alcuna risposta: "A causa della particolare classificazione delle strade nel contesto dell’ attuale piano del traffico, possono essere considerate legittime solo le multe prodotte da autovelox alla presenza di accertatori. Ne consegue che tutte quelle prodotte da cosiddetti ‘ autovelox a distanza’ , ovvero senza vigili accertatori, sono da considerarsi nulle. Da qui l’ invito perentorio agli automobilisti di presentare subito ricorso con ottima speranza di vederlo accolto. Dettagliando: sono regolari (multe valide) le postazioni di viale XI Agosto, viadotto all’ Indiano e viale Marco Polo. Sono invece irregolari (multe annullabili) tutte le altre, comprese quelle dei viali Etruria, Gramsci, Matteotti e Lavagnini". Il ricorso, ricorda Aduc, va presentato entro 60 giorni dalla ricezione della notifica. Sui siti www.aduc.it (tel. 055.290606) e su quelli delle altre associazioni (Federconsumatori, Codacons, Adiconsum, ecc.) si trovano tutte le informazioni necessarie. Ma la polizia municipale non ci sta e risponde con una lunga nota del comandante Massimo Ancillotti: "Come noto l’ art. 4 del d.l. 20/06/2002 n. 121 prevede che le postazioni di controllo a distanza della velocità possono essere installate oltre che sulle strade di tipologia A e B (autostrade e strade urbane principali) anche su singoli tratti delle strade di tipologia C o D (strade extraurbane secondarie e strade urbane di scorrimento) individuate con apposito decreto del prefetto". Prosegue Ancillotti: "Nel caso di specie a corredo della domanda di autorizzazione è stata prodotto un provvedimento dell’ Ente proprietario della strada recante nel dettaglio le precise caratteristiche funzionali e tecniche dei vari tratti di strada interessati. Sul punto occorre chiarire che l’ art. 2 del codice della strada e i correlati articoli 2, 3 e 4 del relativo regolamento prendono in esame due diversi sistemi di classificazione della strada: una basata sulle effettive caratteristiche costruttive, tecniche e funzionale ed un’ altra rispondente alle esigenze di carattere amministrativo e con riferimento all’ uso e alle tipologie dei collegamenti svolti. In relazione a tale seconda classificazione le strade si distinguono in comunali, provinciali, regionali e statali e per queste è ovviamente necessaria una formale classificazione al fine di ricondurle all’ interno del patrimonio stradale dell’ Ente di riferimento. Per quanto invece riguarda la classificazione sulla base delle caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali (cioè strade di tipologia A, B, C, D, E, F e F-bis ex articolo 2, comma 2 codice della strada) non è richiesta, né prescritta alcuna formale classificazione atteso che i vari tratti di strada in considerazione assumono in modo oggettivo la tipologia prevista dal codice in diretta conseguenza delle proprie caratteristiche, senza necessità di atto formale e, a contrario, senza che, per esempio, una eventuale diversa classificazione formale possa attribuire alla strada una tipologia non conforme alle proprie intrinseche caratteristiche oggettive. In tal senso sono del tutto univoche le indicazioni contenute negli atti normativi citati e soprattutto, per quanto di nostro interesse, nelle varie circolari del Ministero degli Interni attinenti l’ argomento ove è espressamente previsto che le strade " assumono " la tipologia di strada conseguente alle proprie caratteristiche senza che in nessun punto sia richiesta una formale classificazione. La circostanza, dedotta da talune Associazioni di consumatori, che alcuni tratti di strada sarebbero classificati da altri e diversi atti del Comune con diversificata denominazione è del tutto ininfluente; la eventuale attribuzione di denominazioni di vario genere (per esempio strade interpoderali o interquartierali o altro) è, infatti, funzionale all’ atto in cui è ricompresa e, quindi, ove, se del caso, presente in documenti di programmazione urbanistica, assolve finalità del tutto diverse da quelle previste dal codice della strada e, in definitiva, niente toglie od aggiunge alle effettive caratteristiche tecniche e funzionali dei tratti di strada di cui si discute".

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