Autovelox, i consumatori affilano le armi «Pronti a scatenare una battaglia legale»
-
fonte:
- Corriere del Veneto
associazioni veronesi già al lavoro dopo la sentenza della consulta. fanini
(codacons): subito un monitoraggio degli impianti in provincia. cecchinato (adiconsum): patrocineremo gratis i ricorsi.
VERONA Dagli autovelox ai tutor, dai telelaser ai photored. Senza alcuna distinzione. «Avvieremo immediatamente un monitoraggio degli impianti di rilevamento della velocità nell’ intera provincia, dopodiché siamo pronti ad attuare un’ eventuale battaglia legale». Parola dell’ avvocato Stefano Fanini, responsabile della sezione veronese del Codacons che interviene così all’ indomani della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la non obbligatorietà della verifica periodica di taratura per gli strumenti mobili già prevista, invece, per le apparecchiature fisse, quelle installate stabilmente a bordo strada e che funzionano in automatico. Secondo la Consulta, dunque, da oggi tutti gli strumenti, sia fissi sia mobili, devono essere sottoposti a verifica: una decisione che subito, in tutta Italia, ha fatto scendere sul piede di guerra le associazioni che tutelano i consumatori.«Si tratta di un verdetto destinato a fare giurisprudenza ma che, ovviamente, non vale per le multe già pagate. D’ ora in poi, però, nel caso di sospetta anomalia degli impianti risulterà più facile ottenere giustizia in tribunale, ragion per cui – annuncia Davide Cecchinato, coordinatore di Adiconsum Verona – invitiamo chiunque si ritenga vittima di un’ eventuale irregolarità o nutra anche soltanto un dubbio a rivolgersi ai nostri uffici dove otterrà tutte le risposte e l’ assistenza di cui necessita». Già venerdì, subito dopo la sentenza,il comandante della polizia municipale di Verona Luigi Altamura aveva messo in chiaro che «in città il problema non si pone in quanto gli autovelox che impieghiamo sono periodicamente revisionati, proprio per garantire la loro piena funzionalità ed efficienza». Anzi, «quanto stabilito ci trova favorevoli perché apre la strada a una maggiore regolarità nei controlli di polizia stradale, effettuati da tutte le forze dell’ ordine», ha dichiarato il dirigente della municipale. «Ne prendiamo atto – commenta Fanini -. Da parte nostra, abbiamo intenzione di effettuare una sorta di screening, di mappatura di tutti gli impianti di rilevamento della velocità, non soltanto in città anche negli altri comuni. Del resto, non esistono solo gli autovelox dei vigili, ma anche quelli gestiti dalle altre forze dell’ ordine. Per questo, sollecitiamo i multati a controllare i verbali e, nel caso in cui non vengano specificati i connotati dell’ impianto, di segnalarcelo: a quel punto, chiederemo alle forze dell’ ordine interessate di accedere agli atti». Sulla stessa linea anche Adiconsum: «Negli ultimi tempi stiamo ricevendo un numero crescente di segnalazioni riguardo all’ autovelox di San Giovanni Lupatoto, che comunque risulta non presidiato e dunque non viene interessato dalla sentenza appena emessa dalla Consulta – specifica Cecchinato -. Ribadisco, comunque, la nostra disponibilità a spalleggiare i cittadini che ritengano di aver subito un’ eventuale ingiustizia. Patrocineremo gratuitamente i loro ricorsi». Anche l’ ex coordinatrice dei giudici di pace, Edi Maria Neri, riconosce «l’ estrema importanza di questo verdetto: ha sanato un’ anomalia che non stava in piedi e non aveva giustificazione». La palla, adesso, passa (eventualmente) agli automobilisti. In tribunale. La. Ted.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
