14 Luglio 2010

Autovelox, crescono i ricorsi

 E il Codacons ‘ chiama’ il prefetto

FORTE delle richieste di assistenza per la presentazione di ricorsi dal giudice di pace, ormai una cinquantina, il Codacons chiede ufficialmente di essere ascoltato dal prefetto Benedetto Basile sull’ ormai nota vicenda dell’ autovelox ‘ nascosto’ sulla Modena-Sassuolo. Inchiesta partita dalle nostre pagine. FABIO GALLI, vice segretario regionale, vorrebbe infatti portare all’ attenzione del prefetto alcuni esempi di contravvenzioni che a causa delle presunte mancanze nella segnaletica, e anche di carenze nei dati, dovrebbero, a parere dell’ associazione dei consumatori, essere annullate. Questo provocherebbe di conseguenza un effetto a catena tale da portare a una possibile non validità di molte delle contravvenzioni elevate attraverso l’ utilizzo, da parte della polizia municipale di Formigine, dell’ autovelox incriminato. «Come ho già segnalato in passato, in alcuni verbali della Modena-Sassuolo non è precisata la posizione in cui è stata rilevata la velocità dell’ automobile. Solitamente – ci spiega Galli – oltre alla strada è anche specificato un numero civico o un numero progressivo chilometrico. In modo tale che l’ automobilista multato abbia poi i riferimenti necessari per fare ricorso». L’ ipotesi dell’ annullamento delle multe non è però l’ unico aspetto di cui Galli desidera discutere con il prefetto. Sul tavolo il Codacons ha infatti intenzione di mettere pure l’ utilizzo dei telelaser, altro strumento al centro di critiche e con capacità di rilevazione a larghissimo raggio. La richiesta del Codacons, anche in questo caso, è di dar vita a un documento prefettizio che stabilisca regole identiche da ribadire a tutti i Comuni della provincia, cosa peraltro già annunciata per gli autovelox, a seguito della nostra inchiesta. «Il telelaser – scende ancora nei dettagli il vice segretario – è uno strumento che può rilevare la velocità fino a 1200 metri di distanza, chiediamo, un po’ come abbiamo fatto per la Modena-Sassuolo, che vengano stabilite delle regole precise per la segnaletica e le distanze da rispettare. Succede anche a Modena che gli agenti utilizzino il telelaser mettendo il cartello che avvisa dei controlli sulla velocità a 250 metri di distanza, cosa praticamente inutile». Tornando ancora al caso formiginese, premesso che il sopralluogo della polizia Stradale dovrebbe dare luogo quantomeno a delle modifiche della segnaletica in quel tratto, la situazione è ancora in stallo. Si attende infatti che l’ esito delle verifiche vengano trasmesse alla Prefettura. Questione di giorni a quanto pare. Dopodiché sarà convocato l’ osservatorio sulla sicurezza stradale nel corso del quale saranno decise eventuali direttive circa la rilevazione elettronica della velocità. Potrebbe così concludersi un’ inchiesta che, sospinta dalle tante segnalazioni degli automobilisti, prosegue ormai da diverse settimane.
 

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